Il Festival di Sanremo 2023, 73ª edizione, si è svolto dal 7 all’11 febbraio 2023 al Teatro Ariston con la conduzione di Amadeus con Gianni Morandi ed è stato vinto da Marco Mengoni con “Due vite”.
Qui Indieffusione riunisce i duetti e le cover annunciati prima del Festival e il commento alla prima e alla seconda serata di Sanremo 2023, tra il monologo di Roberto Benigni, la presenza del Presidente Sergio Mattarella e la classifica che si è mossa sera dopo sera.
Gli articoli di Indieffusione su Sanremo 2023
- Tutti i duetti e le cover di Sanremo 2023
- Sanremo 2023 Prima serata: almeno Blanco si è divertito.
- Sanremo Seconda Serata: tra fuori concorso e ritorni di cui non avevamo bisogno.
Tutti i duetti e le cover di Sanremo 2023
Pubblicato su Noise Symphony il 30 gennaio 2023.
Dopo le indiscrezioni che si sono rincorse nei giorni scorsi, sono stati finalmente svelati i duetti e i titoli delle cover di Sanremo 2023. Dal favorito Marco Mengoni fino al ritorno al Festival di Gianluca Grignani, ecco la lista completa delle esibizioni del Venerdì.
Amadeus e Gianni Morandi hanno annunciato in diretta durante la trasmissione di Fiorello, la lista ufficiale dei duetti e delle cover che verranno eseguite nella serata del Venerdì sul palco dell’Ariston. Saranno diversi i ritorni delle recenti edizioni del Festival: da Emma ad Elisa; da Noemi a Sangiovanni passando per Le Vibrazioni. Ma anche big inattesi come Eros Ramazzotti e i Baustelle e il coro gospel Kingdom Choir.

L’ELENCO COMPLETO DEI DUETTI E DELLE CANZONI DI SANREMO 2023:
Anna Oxa con il deejay iLjard Shava – “Un’emozione da poco”
Ariete con Sangiovanni – “Centro di gravità permanente” di Franco Battiato
Articolo 31 con Fedez – Medley degli Articolo 31
Colapesce Dimartino con Carla Bruni – “Azzurro” di Adriano Celentano
Colla Zio con Ditonellapiaga – “Salirò” di Daniele Silvestri
Coma_Cose con i Baustelle – “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri
Elodie con BigMama – “American Woman”
Gianluca Grignani con Arisa – “Destinazione Paradiso” di Grignani
Gianmaria con Manuel Agnelli – “Quello che non c’è” degli Afterhours
Giorgia con Elisa – Medley di “Luce” e “Di sole e d’azzurro”
Cugini di Campagna con Paolo Vallesi – Medley di “La forza della vita” e “Anima mia”, dai loro repertori
Lazza con Emma e Laura Marzadori – “La fine” di Tiziano Ferro
LDA con Alex Britti – “Oggi sono io” di Britti
Leo Gassmann con Edoardo Bennato e il Quartetto Flegreo – Medley di Bennato
Levante con Renzo Rubino – “Vivere” di Vasco Rossi
Madame con Izi – “Via del Campo” di Fabrizio De André
Mara Sattei con Noemi – “L’amour toujour” di Gigi D’Agostino
Marco Mengoni con il Kingdom Choir – “Let It Be” dei Beatles
Modà con Le Vibrazioni – “Vieni da me” delle Vibrazioni
Mr. Rain con Fasma – “Qualcosa di grande” dei Lunapop
Olly con Lorella Cuccarini – “La notte vola” della Cuccarini
Paola & Chiara con Mark & Kremont – Medley di Paola & Chiara
Rosa Chemical con Rose Villain – “America” di Gianna Nannini
Sethu con Bnkr44 – “Charlie fa il surf” dei Baustelle
Shari con Salmo – Medley di Zucchero Fornaciari
Tananai con Don Joe – “Vorrei cantare come Biagio” di Simone Cristicchi
Ultimo con Eros Ramazzotti – Medley di Eros Ramazzotti.
Will con Michele Zarrillo – “Cinque giorni” di Zarrillo
Sanremo 2023 Prima serata: almeno Blanco si è divertito.
Pubblicato su Noise Symphony il 8 febbraio 2023.
Tra prime volte e ritorni sul palco dell’Ariston, tra conferme, sorprese e colpi di scena da fuori onda, è trascorsa la prima serata della rassegna musicale più attesa dell’anno. Riviviamo insieme il debutto di Sanremo 2023 accompagnati dalle note dei primi 14 brani in gara, disponibili da oggi sulle piattaforme digitali.
L’attesissimo Sanremo 2023 si apre sulle note dell’Inno di Mameli cantato da Gianni Morandi, co-conduttore insieme ad Amadeus, alla presenza di Sergio Mattarella, primo Presidente della Repubblica nella storia del Festival a presenziare all’evento direttamente in loco. A seguire Roberto Benigni con il suo trascinante monologo sulla Costituzione Italiana in occasione del suo 75° anniversario.
L’attore toscano ha poi rivolto un pensiero ai Padri Costituenti: “hanno lasciato l’ultima pagina bianca, perché dovevamo scriverla noi, con la nostra vita”. Ed è su queste parole, che suonano come un invito a raccontare anche questa settimana di Festival, che inizia la serata che vedrà alternarsi momenti abbastanza scontati e altri davvero inattesi registrando ascolti da record con più di 10 milioni di telespettatori. Risultato dell’efficace lavoro di Amadeus che ormai è a casa sua e che è anche, finalmente, riuscito ad uscire dal limbo dei profili di coppia.
Ma Sanremo 2023 è anche già il Festival più commentato di sempre sui Social. Effetto anche della mattata di Blanco che, non riuscendo a sentire la sua voce in cuffia, ha ben pensato di spaccare tutto, cancellando con il suo gesto anche la memorabile esibizione di poco prima con Mahmood della quale non parlerà mai più nessuno.
Qualcuno ha insinuato fosse tutto preparato. Secondo noi è il retroscena di un sistema che dovrebbe rendere obbligatoria l’educazione civica a scuola. Lui però si è divertito

Ma prima di iniziare a commentare la musica, non è possibile fare a meno di dedicare qualche riga alla presenza che, tra critiche e commenti, ha catalizzato l’attenzione di tutto il pubblico in sala e non. No, non stiamo parlando dei Pooh.
Chiara Ferragni, alla sua prima volta sul palco dell’Ariston sfoggia una serie di outfit-manifesto, pensati per incarnare le battaglie che la stessa imprenditrice da milioni di follower porta avanti ogni giorno a partire dai suoi canali social.
Messaggio che riprenderà più tardi nel corso della serata con il suo monologo di stampo motivazionale nel quale ha letto una lettera scritta da lei stessa alla piccola Chiara. Messaggio scontato e un po’ forzato? Non vogliamo entrare nel merito delle polemiche a volte associate, in maniera spesso faziosa, al suo nome. Sicuramente il suo messaggio è arrivato forte e chiaro, più che grazie alle parole, attraverso la moda con gli outfit scelti ed indossati in maniera intelligente, arte nella quale è maestra. Questo ci basta.
Ma passiamo in rassegna i primi 14 brani protagonisti di una serata musicale che è trascorsa, dal nostro punto di vista, senza infamia e senza lode tra note piatte e picchi facilmente prevedibili.
Anna Oxa – “Sali (Canto dall’anima)”: ultimo posto in classifica per l’artista che torna al Festival visibilmente emozionata dopo moltissimi anni. Il brano, scritto da Francesco Bianconi e interpretato dalla Oxa (ma non ancora decriptato dal pubblico) non riesce a brillare per mancanza di memorabilità e immediatezza.
gIANMARIA – “Mostro”: al contrario di quanto sopra, ci pensa il vincitore di X-Factor 2021 a restituire leggerezza alle nostre orecchie. Musicalmente assimilabile a tantissimi altri suoi colleghi, (tanto che anche Amadeus lo chiama Sangiovanni) a 20 anni dimostra comunque la capacità di tenere un palco non proprio facile (ne riparleremo riguardo ad Ariete) e di arrivare al cuore con un brano che resta fin dal primo ascolto.
Mr.Rain – “Supereroi”: ti piace vincere facile! A metà tra Lurch e la versione rehab di Achille Lauro, il suo brano arriva immediatamente anche grazie al coro di bambini sul palco. A questo punto, avrebbe potuto pensare ad un duetto con Cristina D’Avena e il coro dell’Antoniano per la serata del Venerdì. Alla prima colpisce, a mente fredda lo troviamo un po’ scontato.
Marco Mengoni – “Due vite”: già favorito da chi neanche lo aveva ascoltato in anteprima, con questo brano firmato da Petrella e Simonetta, si tenta di ricalcare il successo di 10 anni fa de “L’essenziale”. Il brano di per sé, a nostro avviso, non ci riesce pienamente, ma ci pensa comunque Mengoni a spiccare per la sua interpretazione convincente.
Ariete – “Mare di guai”: è la situazione in cui si trova lei dopo essere salita sul palco dell’Ariston. Brano scritto con Calcutta in linea con la produzione della giovanissima artista tradita forse dall’emozione. Un alibi che, però, ha sinceramente un po’ stancato. Troverà sicuramente il suo posto in radio ma riguardo alla prima esibizione non ci siamo proprio.
Ultimo – “Alba”: il brano di Ultimo è un brano di Ultimo. L’artista che sembra seguire l’esempio di Ligabue plagiando se stesso, non brilla mai per precisione e tecnica vocale ma questo è anche il suo forte perché riesce a raggiungere il pubblico per la verità che esprime, rischiando un po’ l’effetto Aiello. Il tentativo -diciamolo- è quello di riscattarsi con la Sala Stampa e gli spettatori dalla becera figura del suo ultimo Sanremo nella conferenza del post-podio. Ci riesce in parte ma sa di trito e ritrito.
Coma_Cose – “L’addio”: osannati da Stampa e pubblico, sul palco stanno davvero bene insieme. Un brano intimo ed emozionale. Sarebbe anche più bello se lui azzeccasse qualche nota.
Elodie – “Due”: che non è il voto che diamo alla sua esibizione. Brano ben prodotto che, come “Andromeda” esalta la sua vocalità, vestito da un’interpretazione furba e sensuale di lei addobbata di piume. Un’interprete che, dalle lacrime versate ad Amici di Maria è sicuramente cresciuta, soprattutto in termini di consapevolezza. Peccato che tra un tormentone estivo e l’altro, non ci sia ancora ben chiara la sua identità artistica chiaramente a metà tra Dua Lipa e Beyoncé che, a differenza di lei, riempiono stadi.
Leo Gassmann – “Terzo cuore”: brano scritto da Riccardo Zanotti dei Pinguni Tattici Nucleari che riesce benissimo nell’intento di dare una spolverata al figlio e nipote d’arte. Bravissimo lui, presente a se stesso, divertito e divertente. Canta guardando il pubblico a casa direttamente in faccia. Che sia per lui l’inizio di un percorso musicale finalmente più consistente?
I Cugini di Campagna – “Lettera 22”: brano firmato da La Rappresentante di lista che trova il modo di arrivare a Sanremo per la quarta volta di fila. Così come Amadeus. I 4 cantano oggettivamente bene ma il pezzo è poco efficace. Almeno su di loro.
Gianluca Grignani – “Quando ti manca il fiato”: un ritorno che attendevamo. Brano personale e vissuto con un messaggio forte che ha pesato anche sull’interpretazione dello stesso artista. Grignani fa il suo in linea con se stesso. Ma il testo, con un carico emotivo importante, non riesce ad arrivare nella sua totalità. Almeno nella versione live che risulta un po’ confusa e poco comoda da cantare.
Olly – “Polvere”: kili di autotune ma molto genuino. A nostro avviso, più ispirato nella parte in falsetto. Manca ancora di personalità artistica ma il brano è pronto per funzionare in radio.
Colla Zio – “Non mi va”: tormentone estivo ma lanciato a carnevale. Rischiano, con questo brano, di seguire il successo post sanremese dei Boomdabash. E noi, dunque, di sentirceli fino all’estate. Loro sembrano i Teletubbies, ma ubriachi.
Mara Sattei – “Duemilaminuti”: per fortuna il titolo non anticipa la durata del brano. Scritto da Damiano David che sembra rendere oro tutto ciò che tocca, troviamo sarebbe perfetto per aggiungere originalità sonora al repertorio dei Måneskin. Lo è meno per la Sattei della quale non esalta le doti vocali. Se la cava comunque magistralmente interpretandolo con passione e un pizzico di umiltà.
Sanremo Seconda Serata: tra fuori concorso e ritorni di cui non avevamo bisogno.
Pubblicato su Noise Symphony il 9 febbraio 2023.
Nella seconda serata di Sanremo 2023 sorprendono scalando la classifica Colapesce e Di Martino insieme a Tananai, che sembra aver – finalmente – imparato a cantare. Il ritorno di Giorgia lascia l’amaro in bocca e Madame, insieme a Lazza, si impone come una delle cose migliori del Festival.
Con il via della seconda serata del Festival di Sanremo 2023, abbiamo finalmente la possibilità di ascoltare la seconda tranche dei 28 brani in gara. Anche qui, tra attesi ritorni e puri debutti, la conduzione di Amadeus, che stasera è accompagnato dalla brava Francesca Fagnani, fila ormai liscia e senza intoppi. Più o meno.
A far parlare oggi è l’esibizione di Fedez che piazza in rime un monologo da 10 e lode. Così come accade per la sua consorte, anche il suo nome è molto spesso associato a polemiche: “Tutto ciò che fa è marketing” – dicono. E quindi? Cos’altro sono, nello scenario contemporaneo, la tv e la musica se non marketing?
La cosa curiosa, in verità, non è il fatto che Fedez faccia marketing – e di conseguenza una valanga di soldi – ma che in Italia siano ancora troppo pochi gli artisti che decidono di prendere una posizione su fatti di attualità che spesso passano latenti e indisturbati invece che essere considerati per quello che sono: pericolosi.
Will – “Stupido”: a lui salire all’Ariston è presa bene. E ce l’ha fatta prendere bene anche a noi. Indistinguibile da Sangiovanni e colleghi ma, con un brano spensierato, lo abbiamo – quanto meno – apprezzato per la simpatia.
Modà – “Lasciami”: il ritorno di un band che vive evidentemente in una realtà parallela e tutta loro. Totalmente decontestualizzata dal panorama musicale odierno. Purtroppo continuare sul proprio binario non è sempre un bene.
Sethu – “Cause perse”: un titolo che sa di profezia. Lui sembra uscito da un manga e risulta anche simpatico. Tipo: “Ti presento un’amica” – “Com’è?” – “Simpatica”. Non basta, così come per Will & co. abbiamo bisogno di un’identità artistica riconoscibile. Cosa che qui manca totalmente.

Articolo 31 – “Un bel viaggio”: una reunion che non convince se non fosse stato per gli occhi lucidi di J-Ax che, comunque, non bastano a salvare un testo che sa più di rimpianti che di riscatti.
Lazza – “Cenere”: finalmente la serata prende musicalmente forma. Testo ben costruito su un arrangiamento stratosferico, Lazza mette la firma anche su questo Sanremo. Esibizione emotivamente e tecnicamente impeccabile a dimostrazione del fatto che se sei un rapper non significa che tu sia autorizzato a non prendere una nota. Totalmente a fuoco. Fuori concorso.
Giorgia – “Parole dette male”: ci chiediamo perché una delle voci più belle del nostro panorama musicale abbia aspettato tutti questi anni per tornare a Sanremo con un brano che nessuno di noi avrebbe mai avuto ascoltare.
Colapesce e Dimartino – “Splash”: convincono immediatamente e si incollano in classifica al secondo posto dietro all’intoccabile (?) Mengoni. Brano dalla grande qualità autorale in cui riflessione e amarezza incontrano quel “Ma che mare? Ma che mare?” nel ritornello che si installa immediatamente in testa. Se non vinceranno il Festival sbancheranno comunque le radio con un brano che mette a tacere il mainstream con eleganza e maestria.
Shari – “Egoista”: a riportarci purtroppo sul Pianeta Terra ci pensa lei. Ha un bel brano e si intuisce una vocalità interessante che però, complice il vestito che la cinge esageratamente limitandone i movimenti – e la respirazione -, non arriva pienamente. Indice della sua giovane età: classificarsi nelle ultime posizioni le servirà a prestare attenzione a quei dettagli che sembrano non avere a che fare con la musica ma che sono, appunto, fondamentali per cantare meglio.
Madame – “Il bene nel male”: è quello su cui cerchiamo di concentrarci dopo le polemiche che hanno avvolto l’artista nelle scorse settimane. Ma siamo qui per commentare la musica e non le scelte e gli errori personali. Madame, insieme a Lazza e Colapesce e Dimartino, è una delle cose migliori di questa serata. Interpretazione immensa, outfit azzeccatissimo, indice che, anche se sei giovane, puoi essere tranquillamente in grado di fare delle scelte oculate riguardo al tuo percorso artistico (vedi sopra).
Levante – “Vivo”: l’artista siciliana ha evidentemente avuto un frontale con la Rappresentate di Lista. Speriamo abbiano fatto il CID. L’arrangiamento convince e le aggiunge valore. Il brano meno, e il messaggio del suo dramma personale si perde stressato da un’interpretazione un po’ troppo carica.
Tananai – “Tango”: l’artista arrivato ultimo lo scorso anno, ma che ha comunque sbancato le classifiche con il suo piglio un po’ strampalato, si riscatta e torna a Sanremo vestito da Gianni Morandi e abbastanza intonato. L’ultimo posto a lui ha fatto bene, quest’anno però lo cederà a qualcun altro.
Rosa Chemical – “Made in Italy”: il più contestato di questa edizione arriva all’Ariston con un brano immediato che è già un tormentone. L’artista risulta spontaneo e centrato sull’obiettivo dimostrando che troppe parole non servono perché le risposte alle critiche arrivano puntuali anche attraverso altri canali.
LDA – “Se poi domani”: essere figlio d’arte non fa di te un artista. Tecnicamente preparato ma anonimo e poco espressivo. Brano debole e inconsistente, scivola via senza brio come un bicchiere d’acqua liscia.
Paola e Chiara – “Furore”: revival in perfetto stile anni ’90. State tranquilli perché, dopo aver conquistato le radio con Furore, le riascolteremo per fortuna tra altri vent’anni.
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Domande frequenti
Chi ha vinto il Festival di Sanremo 2023?
Il Festival di Sanremo 2023 è stato vinto da Marco Mengoni con il brano “Due vite”.
Quando si è svolto Sanremo 2023 e chi lo ha condotto?
La 73ª edizione del Festival di Sanremo si è svolta dal 7 all’11 febbraio 2023 al Teatro Ariston di Sanremo, con la conduzione di Amadeus con Gianni Morandi.
Quanti brani erano in gara a Sanremo 2023?
Al Festival di Sanremo 2023 erano in gara 28 brani, presentati in due blocchi da 14 nella prima e nella seconda serata.
Dove si leggono le pagelle di Indieffusione su Sanremo 2023?
Le pagelle e i commenti di Indieffusione su Sanremo 2023 sono raccolti in questa pagina di Noise Symphony, insieme ai link agli altri articoli pubblicati durante il Festival.




