Lunedì 15 giugno, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si è riempita per accogliere Niccolò Fabi, prima data romana del suo tour estivo 2026 nell’ambito del Roma Summer Fest. Un ritorno a casa ma, soprattutto, un appuntamento che il pubblico della capitale aspettava da mesi.
Sul palco con Niccolò la formazione consolidata degli ultimi anni: Roberto “Bob” Angelini, Alberto Bianco, Filippo Cornaglia, con Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, già presenti nella registrazione di “Libertà negli occhi“, l’album che ha segnato il recente percorso del cantautore. Sei musicisti che si muovono sul palco con la disinvoltura di chi condivide un linguaggio comune, senza bisogno di ostentarlo.
Il live, circa due ore di musica, ha costruito un equilibrio tra il repertorio storico e i brani più recenti dell’artista romano. “Costruire”, “Oriente”, “Una buona idea” hanno trovato il loro spazio accanto ai pezzi più recenti in una scaletta che all’aperto — Fabi lo aveva anticipato — ha lasciato più respiro alle canzoni di lungo corso. La Cavea, con la sua forma a conchiglia e il cielo di giugno sopra di lei, ha fatto il resto.
Le luci calde, i fari a terra, la nebbia scenica hanno dato alla serata un’atmosfera raccolta nonostante le dimensioni del palco. Il pubblico — trasversale per età, compatto nella partecipazione — ha risposto con quella qualità di silenzio che si riconosce quando una canzone viene davvero ascoltata.

















