Esce il videoclip di Fare meno fare meglio di unòrsominòre

Unòrsominòre ci presenta il nuovo videoclip di “Fare meno fare meglio” da “Una valle che brucia”, il disco che Emiliano Merlin ha pubblicato senza alcun preavviso lo scorso 14 aprile insieme all’ep “Analisi logica” per diNotteRecords.

Il brano  di Unòrsominòre, da oggi su YouTube dopo l’anteprima di Rumore  è uno dei più diretti e rock dal disco, mentre il testo è uno j’accuse nel tipico stile di Emiliano Merlin (questo il vero nome di Unòrsominòre.), che critica la superficialità e la corsa al fare, produrre, farsi notare di cui questi tempi sono malati, quando invece sarebbe necessario fermarsi e considerare che cosa sia davvero necessario, tutto quanto non è necessario non ci può fare bene, perché questo secolo è banale, approssimativo, distratto, sleale.

Il video di “Fare meno fare meglio” è stato realizzato, come il precedente “Il demone meridiano”, dal giovane videomaker Yulan Morra. Per questo nuovo clip Unòrsominòre ha pensato a un omaggio allo storico fuori sync dell’Enrico Ghezzi di Fuori Orario, che non aveva timore di proporre verbose e dettagliate analisi di film impegnativi, mandati in onda in piena notte: in qualche modo, un perfetto contraltare alla situazione attuale in cui la soglia di attenzione è bassissima e tutto è veloce quanto superficiale. Le immagini di òrso-Ghezzi sono alternate a un playback del brano di Emiliano e la sua band, in un ambiente asettico e concettuale.

Leggi la nostra intervista a Unòrsòminore

 

Unòrsominòre

“Una valle che brucia” e “Analisi logica ep” sono i due dischi pubblicati da Unòrsominòre, lo stesso giorno, senza alcun preavviso e senza nemmeno un video ad annunciarne l’uscita. Due lavori, entrambi prodotti di Fabio De Min dei Non Voglio Che Clara, che confermano il talento di uno dei più incisivi cantautori italiani degli ultimi anni. Un mood minimalista, freddo, chiuso tra l’elettricità della chitarra e l’elettronica di molti sintetizzatori spesso “poveri”, una batteria sorda e scheletrica, e qualche pianoforte scarno per “Una valle che brucia”, disco dai testi intensi e riflessivi. Una controparte rock per “Analisi logica”, staffilata brevilinea carica di sarcasmo e parole urticanti. Ad unire i due dischi l’urgenza di un songwriting che riflette tanto su temi universali quanto sulla situazione culturale e politica del nostro Paese con una tensione etica che diventa esigenza di rivolta. Stati d’animo lontani anni luce dalla “truffa memorabile” della “retorica delle piccole cose” dell’indie-cantautorato odierno.

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