Lucio Leoni all’Auditorium Parco della Musica: il lupo forse non è davvero così cattivo

Lucio Leoni

Giovedì 5 aprile Lucio Leoni ha portato con timore, imbarazzo, ma anche una forte carica emotiva, Il lupo cattivo nella piccola ma speciale Sala Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica. Leggi qui di seguito il nostro live report con foto!

Sarà la dimensione o la contemporaneità del concerto di Bob Dylan nella sala principale dell’auditorium, il concerto è riuscito nel suo intento: condurre il suo pubblico emozionalmente in un viaggio a metà tra il racconto teatrale ed una esibizione musicale.

Partendo da La pecora nel bosco si intuisce già la poliedricità dell’artista romano, un cantautore capace di unire uno stile rock ad una dimensione più narrativa e cantautoriale. Alzando e abbassando toni e tempi si ha proprio questa alternanza di umori dai più spinti ai più intimi. La sensazione di intimità abbraccia ancora di più tutto il pubblico presente in sala prima con Luna e poi con Mapuche.

La vicinanza di Dylan non spaventa l’artista, che anzi sfrutta l’occasione giocando con il pubblico, prima accompagnando i pochi ritardatari lui stesso al proprio posto affermando ironicamente “Lo so, capisco il problema ma Dylan ci ha fregato tutte le maschere stasera e in qualche modo dobbiamo risolvere da noi” .

Ma la contrapposizione con il cantautore statunitense alla fine non si nota, la piccola sala dell’auditorium romano è trasportata in una diversa dimensione. Il concerto è condotto sulla base del racconto di Cappuccetto Rosso, che aiuta l’artista a spiegare le immagini evocate dai propri brani.

Il momento sicuramente più emozionante dello spettacolo è la cover di Io sono uno di Tenco, brano eseguito solo accompagnato da una chitarra, carica ed emozionante che ha trasportato i presenti in un’altra dimensione.

Ironia, racconto ma anche grande musica ad accompagnare l’artista nel corso di tutto il live ci sono Jacopo Ruben dell’Abate, Lorenzo Lemme in arte LeSigarette.

Il concerto corre, il tempo non sembra scorrere ma si arriva alla fine con il brano più noto del cantautore romano A me mi, seguito subito dopo da Il lupo cattivo a chiudere proprio il racconto di cappuccetto rosso con la sua immagine più eloquente.

Un cantautore mascherato da band, un artista poliedrico che passa dal rock più spinto al pop al cantautoriale più intimo capace di interpretare al meglio ognuno di questi generi e raccogliendo il consenso del pubblico eterogeneo visto in sala, per età e soprattutto gusti.

Forse a fine serata non era così scontato che lo spettacolo più bello fosse nella Sala Santa Cecilia.

(Photo Credits: Marta Bandino)

Live report di: Cristiano Tofani

#FollowtheNoise…Lucio Leoni

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