Sette stanze emotive: la trasformazione di Lei in Attraverso

Cover Attraverso LEI

Dal 21 novembre è disponibile su tutte le piattaforme digitali Attraverso”, il nuovo album della cantautrice calabrese Lei, pubblicato da Indieffusione.

 

Semifinalista al Premio Fabrizio De André e selezionata per le Audizioni Live di Musicultura, Lei torna con un progetto maturo, viscerale e registrato quasi interamente in presa diretta. “Attraverso” è un concept in sette tracce che mette a nudo emozioni, fragilità e rinascite, fondendo cantautorato visionario e una scrittura generazionale.

Quando una cantautrice decide di mettere in scena il proprio cambiamento, nasce qualcosa che va oltre il semplice album. Attraverso” è questo: un progetto che attraversa paure, desideri, rinascite, senza tornare indietro. Lei è una voce che non si limita a raccontare se stessa, ma invita a riconoscersi in ognuna delle stanze emotive che ha costruito.

L’album inizia dal silenzio: Dama di pietre” apre la narrazione con un’anima che smette di fuggire e inizia a pietrificarsi per trovare stabilità. È uno sguardo rivolto verso l’esterno che trasforma un’interiorità tormentata in un paesaggio immobile, pronto a frantumarsi. InDialogo con Ansia”, primo singolo estratto lo scorso Giugno, il confronto diventa corpo a corpo: l’ansia non è più un’ombra distante, ma un interlocutore che costringe a interrogarsi sul perché si resta inchiodati al perfezionismo, al ruolo, all’“essere abbastanza”.

Con Malaluna”, la luna – metafora dell’inganno e del fascino sottile – prende il palco e ci avvolge in un ritmo circolare, seducente e disturbante insieme. Le orchestrazioni si fanno rarefatte, lasciando spazio a una tensione che pulsa nel buio. Puntuale arriva la traccia che dà il titolo all’album: “Attraverso”. Qui si compie il salto. Lei torna dal “sé” bambino, riscopre il corpo, il respiro, la possibilità del lasciarsi andare. È un atto simbolico, la fine del viaggio che è anche l’inizio di un cammino diverso.

“Fragili stupidi e umani” è una boccata d’aria fresca: l’ironia sdrammatizza la paura del contatto, della caduta, della goffaggine umana. Il coro si apre alla condivisione, all’idea che il “siamo fragili” non è una sconfitta ma un punto di partenza. In Signora Musica”, la musica diventa interlocutrice, rifugio, compagna: una voce che resta quando tutte le altre svaniscono. E Vernice”, infine, è un gesto: questione di colore, di libertà, di scelta. Il gesto per tornare a sentire, per abitare il caos con occhi nuovi.

Musicalmente, “Attraverso” evita l’eccesso: sonorità essenziali, registrazione quasi live, pochi fronzoli. Non serve altro quando la voce è protagonista, quando la scrittura ha già tutto ciò che serve per aprire una ferita e mostrarla al mondo. Il lavoro discografico di Lei non è solo un lavoro su di sé, ma un invito ad accogliere l’imperfezione come paesaggio e notturna bellezza.

In un panorama dove spesso l’immagine travolge la sostanza, Lei sceglie la sostanza che si mostra nell’immagine. E lo fa senza compromessi, senza cercare scorciatoie. Con “Attraverso”, consegna al presente un album che può diventare riferimento — non per quello che promette, ma per quello che mostra: la ricchezza delle cose non dette, delle cadute silenziose, delle rinascite umane.

Se hai voglia di ascoltare fino in fondo, preparati: “Attraverso” non è un album che si lascia guardare, bensì qualcosa che ti attraversa da parte a parte.

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