Arturo Di Mascio intervista Peppe Barra

“Se non fossi nato a Napoli, non sarei quel che sono” sono le parole che suggellano l’amore del musicista ed attore Peppe Barra per la sua Napoli nell’intervista di Arturo Di Mascio.

Sono le chiacchiere che fanno parte delle interviste sulle eccellenze partenopee che lo scrittore Arturo Di Mascio ha racchiuso nel prossimo libro di imminente uscita. Per gentile concessione dell’autore, riportiamo questa dichiarazione d’amore di Peppe Barra alla sua città.

Cosa le ha dato in più Napoli?“Io penso che se non fossi stato napoletano, se non fossi rimasto in questa città, credo che non avrei potuto fare quello che sono nel teatro, quello che sono come artista, né come attore. Napoli mi ha dato la possibilità di essere quello che sono. Napoli con la sua cultura, con il suo modo di porgere proprio la cultura, che mi ha aiutato che mi ha salvato. E non sono andato via. Sono l’unico attore che non sono andato via”.

Cosa pensa pensino gli altri di Napoli? “Ce ne sono tanti di pregiudizi. Un po’ a torto molto a ragione, perché disse bene il caro Eduardo, ‘o presepio è buono, ‘e pasture so malamente. Purtroppo così è. E sono peggiorati. I napoletani purtroppo, salviamo un po’ il salvabile, però soprattutto per questa televisione degli ultimi vent’anni che si vede il gusto dei napoletani è cambiato in peggio ma molto”.

Peppe Barra

Giuseppe Barra nasce a Roma in piazza Dei Crociferi, il 24 luglio 1944 e cresce a Procida, isola natia dei suoi genitori, Giulio fantasista e Concetta, attrice e cantante. Da giovane a Napoli frequenta varie scuole di teatro e dizione iniziando così la sua carriera di attore. Inizia a recitare lavorando nel teatro di ricerca con Gennaro Vitiello e subito dopo come professionista al Teatro Esse; successivamente entra a far parte della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Nella seconda metà degli anni settanta è protagonista della Gatta Cenerentola, l’opera teatrale di De Simone tratta da una fiaba del Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile. Dopo aver lasciato la NCCP nel 1978, partecipa alla Serata d’onore con Eduardo De Filippo, un programma televisivo dedicato all’autore napoletano, condotto da Vittorio Gassman.   Nel 1988 esce un altro disco della compagnia Peppe e Barra intitolato Peppe e Concetta Barra n.1. Agli inizi degli anni novanta Barra incide un disco come solista intitolato Mo’ Vene con cui vince la targa Tenco come migliore interprete per l’anno in corso.Partecipa, come ospite, al programma di Renato Zero “Tutti gli Zeri del mondo”.

Dopo aver registrato per la Rai venti favole dal Pentamerone di Giambattista Basile, Barra esprime questa esperienza nello spettacolo teatrale Lengua Serpentina. Per questo spettacolo, il Festival delle Cinque Terre di Riomaggiore gli consegna il Premio Dioniso nel 2000. Fabrizio De André gli chiede l’adattamento e l’interpretazione in napoletano del suo brano Bocca di rosa che verrà poi inserito nell’LP Canti Randagi. Nel 1999, dopo la scomparsa del cantautore, Genova organizza il suo Tributo a De André, e la famiglia De André vuole la presenza di Peppe Barra nella serata. Nel 2002 dopo aver partecipato nel film Pinocchio di Roberto Benigni interpretando la parte del Grillo Parlante, riprende gli incontri con gli studenti nelle università. Nel settembre del 2012 ha ricevuto a Grottolella, in provincia di Avellino, il Premio Armando Gill alla carriera. Nel 2015 aderisce alla mostra La gente di Napoli – Humans of Naples, patrocinato dal Comune di Napoli, il Comune di San Giorgio a Cremano e dell’Assessorato all’Assistenza Sociale della Regione Campania, tenutasi dal 29 aprile al 12 maggio al Palazzo delle Arti di Napoli. Al progetto partecipano anche altre personalità della cultura, dello spettacolo e della politica, come Luigi de Magistris, Rosa Russo Iervolino, Vincenzo De Luca, Mario Trevi, Enzo Gragnaniello, Mario Luzzatto Fegiz.

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