“Fosforo”: tra parole e musica. Il secondo disco di Matteo Fiorino

Matteo Fiorino Fosforo

E’ uscito il 6 gennaio “Fosforo” il secondo disco di Matteo Fiorino a cura della Phonarchia Dischi. Arriva a tre anni dal lavoro d’esordio “Il masochismo provoca dipendenza” (Frivola Records / A Buzz Supreme, 2015) che riscosse un ottimo consenso dalla critica e fu candidato alla Targa Tenco come Opera Prima.

L’artista ligure, ora residente a Torino dove insegna Storia dell’Arte alle scuole superiori, ci propone un lavoro vigoroso di impianto cantautorale su miscela di elettronica e impunture jazz.

Matteo Fiorino Fosforo

Con questo lavoro il cantautore-marinaio, mestiere che pratica tutte le estati e si ritrova in molte delle sue liriche dal sapore salmastro, ci rivela una maturazione surrealista che poggia su testi ben calibrati e affilati. C’è tutta la verità del sarcasmo delle piccole cose e ci sono le domande di un 37enne che guarda alla vita con consapevolezza acquisita:

“Negli occhi avevi la bufera, nel cuore una galera con dentro tutti noi. Dieci anni almeno abbiam scontato per un bicchiere vuoto al banco degli eroi. / La notte ha teso le imboscate, ha dato due mandate e chiuso fuori noi, che rimaniamo ancora svegli a barattar consigli che seguiremo mai. / Non è più tempo di applaudire un Socrate volgare fra i tavoli di un bar, ma non dar torto a chi ti narra “galleggia anche la terra, a camminare in mare”. / E se a Calcide vedrai la notte, fermo all’ancora pregando che qualcun altro segua le tue rotte, che vantaggio avrà la tua libertà?”  (Calcide).

“Fosforo è una parola di origine greca (phosphoros) e significa portatore di luce. Le conseguenze delle nostre azioni ci illuminano sempre in maniera lampante, come fulmini o fiammiferi”. Questo disco si pone dunque l’intento di raccontare le tracce di fosforo che si intravedono nell’amore, nell’amicizia, nella disillusione e nella morte, come unicum di un moto ondoso interiore che non trova mai pace.

Ottimo esempio di cantautorato italiano versione 2.0 che trova finalmente un respiro internazionale, Matteo Fiorino ci delizia non solo con il suo sarcasmo ma anche con la raffinatezza delle commistioni musicali, che trovano completezza nel brano strumentale “Galleggia anche la Terra” in cui si apprezza molto l’uso dei violini, perfetta chiusura del disco .

Grazie per gli spunti di riflessione, brillanti e mai banali. Ci vediamo al prossimo live: Le Mura a Roma, il 3 febbraio!

Tracklist:

1.Gengis Khan
2. Madrigale (feat. IOSONOUNCANE)
3. Un cubo
4. Darmo
5. Calcide
6. Canzone senza cuore
7. San Giuseppe
8. Fosforo
9. Galleggia anche la terra

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