Si intitola “Notti di maggio” il nuovo singolo di Anzj, uscito il 27 maggio su tutte le piattaforme digitali per Columbia Records/Sony Music Italy. Giovane artista e produttore musicale milanese, Anzj è laureato al SAE e vive la musica con una visione a 360°. Lo abbiamo intervistato per approfondire alcuni aspetti che ci hanno incuriosito fin dal primo ascolto. 

 

Anzj, nome d’arte di Andrea Anzivino, è un cantante, musicista e produttore milanese classe ‘99.

La passione per la musica lo accompagna sin da bambino, quando inizia a studiare batteria e pianoforte, per poi dedicarsi alla composizione e produzione musicale all’età di 14 anni. La sua formazione musicale prosegue al SAE Institute, culminando con una Laurea in Produzione Audio. Nel 2014 pubblica su SoundCloud i suoi primi brani strumentali, che dopo un paio di anni inizia ad accompagnare con voce e testi. Il 2022 vede un passo importante per il suo percorso musicale: la firma con Columbia Records/Sony Music Italy e la release del primo singolo con l’etichetta, “Notti di maggio”

 

Sperimentazione, continua ricerca melodica e commistione tra generi musicali diversi sono gli elementi caratterizzanti della musica e delle produzioni di Anzj. Nel racconto del dualismo tra realtà empirica e dimensione onirica, l’artista milanese vuole dar voce a ciò che accade intorno a lui, creando immaginari sempre nuovi e, allo stesso tempo, curando ogni aspetto della sua musica: dalla scrittura alla produzione, unendo la conoscenza degli strumenti agli studi accademici in Produzione Audio.

Ciao Anzj, il 27 maggio è uscito il tuo nuovo singolo “Notti di maggio”. Come sta andando il brano e come ti senti dopo averlo pubblicato?

Il brano sta andando molto bene, al di sopra delle mie aspettative. È stato capito ed accolto positivamente anche se, sin da subito, sono stato consapevole che proprio a causa delle sue sonorità non sarebbe stato semplice farlo apprezzare da un pubblico vasto

Di cosa parla “Notti di maggio” e perché per te Maggio è un mese particolare?

Notti di Maggio descrive quel sentimento di speranza misto a rassegnazione tipico (almeno per me) dei mesi di passaggio. Maggio è uno di questi. Inizia a fare caldo ma non così tanto caldo da poterti dimenticare completamente la felpa o la giacca; tuttavia l’inverno è finito completamente, e non abbiamo ancora capito se sia un bene o un male.

Come ti approcci ai cambiamenti che vivi? Ne sei spaventato o sono stimoli per crescere?

Il cambiamento è ciò che mi serve per stare in piedi. Non cerco stabilità, bensì un’azione costante che si traduca nel mantenimento dell’equilibrio fra tutto ciò che cambia attorno a me e dentro di me. Penso siano fondamentali non solo per crescere ma in generale per vivere. La noia è la mia peggior nemica.

Nel ritornello metti particolarmente in mostra i tuoi sentimenti e le tue emozioni. Cosa significa per te condividerli in una canzone e affidarli ad un pubblico pronto ad ascoltarli e a riconoscersi nei tuoi brani?

L’ho sempre fatto sin dal primo brano, ormai sono abituato e son solo che contento di poter dar voce a sentimenti che esattamente come me altre centinaia, se non migliaia di persone, provano e magari non riescono a decifrare correttamente. Nemmeno io ci riesco sempre, anzi, a volte mi sembra solo di complicare qualcosa che potrebbe essere molto più semplice. Tuttavia quello che cerco di fare è imprimere sonoramente questo spettro emotivo nostalgico ma allo stesso tempo speranzoso che un po’ mi caratterizza.

 

Cosa ti porti come bagaglio da questo dialogo interiore con te stesso?

Riflettere, meditare e comunicare con il proprio io sono aspetti fondamentali della crescita personale. Questo dialogo mi ha permesso di mantenere vivo il fuoco dell’ambizione e scrollarmi di dosso tutti quei piccoli “turbamenti” che, se messi sotto al tappeto, continuano ad accumularsi finché non si è più in grado di tenerli nascosti.

Quale pensi sia il modo di esorcizzare la confusione per portare alla luce quello spiraglio di speranza che si può intravedere nei momenti difficili?

Beh, se questa domanda viene fatta ad un artista penso che la risposta non possa che essere “scrivere”. In effetti è così, la scrittura per me è un processo catartico che culmina con la ri-contestualizzazione del bene e del male, mostrandomi poi le cose da altri punti di vista. Serve per vivere meglio.

Tu sei cantante, musicista e produttore, laureato al SAE. Quanto è importante per te, nello scenario attuale, avere una visione della musica a 360°?

Per me, personalmente, è fondamentale. Non saprei assolutamente come fare senza. Ho il pieno controllo sulle mie opere, a volte anche a discapito di alcuni aspetti qualitativi che tuttavia, se “risolti”, potrebbero far perdere autenticità e potenza evocativa ai brani. Poi sono abbastanza nerd per quanto riguarda qualsiasi aspetto relativo alla produzione digitale, sintetizzatori, mixing e mastering, è proprio una passione.

Che rapporto hai con la musica dal vivo e che effetto ti fa salire su un palco?

Non ho ancora avuto molte possibilità di esibirmi sul palco perché proprio quando dovevo iniziare è arrivato il Covid e durante quel periodo sono cambiate molte cose a livello burocratico nel mio percorso. Tutt’ora sto cercando di assestarmi il prima possibile per poter incominciare ad esibirmi live. Penso che la mia musica si presti molto a essere ascoltata dal vivo, non vedo l’ora di portarla su qualche palco.

Quali sono le influenze musicali che ti hanno maggiormente segnato e che ancora oggi ti porti dietro ed, eventualmente, influenzano la tua scrittura?

Ascolto principalmente musica straniera. Apprezzo moltissimo Flume, che sicuramente mi ha influenzato molto, e i Daft Punk, ai quali devo la passione per la produzione elettronica. Sono anche super fan di The Weeknd e xxxtentacion (LLJ) e altri artisti americani minori come Aries e Jaron. Ascolto anche tanta musica puramente elettronica e non cantata su SoundCloud.

Qual è stata la prima scintilla che ti ha portato a scrivere un tuo brano?

Producevo ormai da qualche anno e volevo dare voce a sentimenti che ancora non ero riuscito ad esprimere musicalmente. La voglia di cantare è nata da una necessità, infatti tutt’ora non mi definisco mai cantante, non lo sono.

Se dovessi pensare ad un feat quale artista sceglieresti?

Italiano probabilmente thesup che ascolto dal 2017. Riguardo all’internazionale…se dobbiamo sognare ti direi The Weeknd. Per essere più realistico, invece, sarebbe bellissimo entrare in contatto con Mura Masa.

Grazie!

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