In Anteprima su Indieffusione “Kotodama”, il videoclip del nuovo singolo di Flavio Zen. Il video è diretto da Toma Azzarone il quale ha lavorato anche in Om Mani Padme Hum.

 

In “Kotodama” ci sono dei tratti distintivi che ritroviamo in tutti i video di Flavio Zen, come il tema del viaggio o alcuni tipi di inquadrature in cui vediamo l’artista camminare di spalle in slow-motion. Un altro interessante richiamo visivo che si nota è il cappellino indossato dall’artista con la scrittaI’m not a rapper”.

Il riferimento al fatto di non essere un rapper è chiaramente una provocazione contraddittoria mossa dall’idea di volersi lentamente evolvere in qualcosa di diverso.

Questa volta il “viaggio” di Flavio Zen parte dalla sua stanza. Un ambiente dall’atmosfera cyberpunk con adesivi di vecchi anime appiccicati in giro e disegni appesi al muro accanto a un Keyblade. È questo il luogo in cui si sveglia dal presumibile sogno di un concerto dal vivo fatto di immagini evanescenti. Questo riporta immediatamente al desiderio di voler tornare sul palco dopo due anni di pandemia.

Il viaggio di Flavio Zen pare essere molto più introspettivo del solito. Per veder realizzate le sue visioni sale su delle scale che lo porteranno in cima a un tetto, metafora dell’ascesa anch’essa ritrovata nel video di Om Mani Padme Hum.

 

Una volta raggiunto l’apice rivediamo ancora le scene del concerto dal vivo solo che stavolta la color correction utilizzata dal regista ci suggerisce che non si tratta più di un sogno ma di realtà.

 

Questo viene confermato dalla trovata stilistica di inserire l’audio originale del concerto in cui si sente Flavio Zen esibirsi dal vivo in Kotodama sul palco.

Interessante è anche l’ultimo espediente formale che troviamo alla fine del videoclip, ovvero inserire alcuni piccoli fuori onda durante i titoli di coda, quasi a voler citare i vecchi film di Jackie Chan.

 

 

Flavio Zen nasce nel caldo Giugno del ’91 sotto alla cupola più alta del Salento. L’esigenza di esprimersi si manifesta fin da bambino attraverso il disegno e la scrittura. Qualche anno più tardi, nel 1999, si manifesta in lui anche la passione per la musica e la produzione musicale. Inizia ad arrangiare i suoi primi lavori sulla sua Playstation grazie a dei singolari software di producing (music 2000, music 3000, music generator e affini).

I suoi primi brani erano fortemente ispirati agli anni ’90 infatti si muovevano su un sound dance. Ai tempi del liceo cambia tutto. Si avvicina al rap e trova nell’hiphop il suo vestito migliore. Si lancia nel mondo della comunicazione artistica attraverso i suoni, le immagini e le parole. Unendo la sua passione per la pittura e scrittura realizza autonomamente tutti quanti i suoi lavori e dal 2008 comincia a pubblicare in rete i suoi primi dischi rap autoprodotti.

Flavio Zen ha auto-prodotto 14 dischi ritagliandosi una nicchia di fan che lo seguono e apprezzano da diversi anni. La sua musica trova ispirazione da diverse fonti: i primi erano fortemente influenzati dal soul di Ghemon, mentre dal 2013, affinando la tecnica da beatmaker, ha elettrificato sempre più i suoni.

Nel 2016 è stato nominato MC dalla LIPS (Lega Italiana Poetry Slam) a seguito della vittoria di alcune battle territoriali. Nel corso della sua carriera ha collaborato e si è esibito con artisti di spicco della scena hip hop italiana tra cui Willie Peyote, Bassi Maestro, Johnny Marsiglia & Big Joe, Louis Dee, Barile & Gheesa, Francesco Paura e Hyst.

Flavio Zen cura tutto nei minimi dettagli: dalla grafica della copertina al suono finale. Nel corso degli anni ha sperimentato fino a creare un sound unico e tipico solo di Flavio Zen. Il 22 luglio è uscito  “Sotto la mia pelle”, brano che butta le basi per il nuovo singoloKotodama.

 

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