Patti Smith, la sacerdotessa del rock, sul palco del Riemergere domenica 10 ottobre 2021 insieme alla sua band. Il racconto e la photogallery.

 

La chiamano da sempre “Sacerdotessa del rock” ed è semplice capire il perché quando la si vede salire su un palco. Patti Smith arriva a Roma, nella suggestiva cornice de La Nuvola, all’interno della manifestazione “Riemergere”. Chi meglio di lei avrebbe potuto interpretare un concetto del genere?

Icona vivente, Patti Smith, negli oltre 40 anni di carriera ha vissuto ogni forma d’arte: dalla musica alla pittura, dalla letteratura alla scultura, lasciando un segno indelebile in ognuna di queste espressioni. 

Cantante, cantautrice e poetessa, Patricia Lee Smith è riuscita, nell’arco della sua vita, a girare a suo favore quel destino beffardo che sembrava le fosse stato imposto da una qualche mano invisibile. I suoi comportamenti timidi, il suo non rientrare propriamente in quei canoni di bellezza imposti dal mondo moderno, che mai avrebbero fatto pensare che Patti avrebbe potuto trasformarsi nella rockstar innovativa che sarebbe poi diventata, nascondevano una forte convinzione di grandezza che oggi è pienamente visibile in lei. 

 

“Quando ero una ragazzina, ho sempre saputo che avevo qualcosa di speciale dentro di me. Non ero attraente, non ero molto comunicativa, non ero molto intelligente, almeno a scuola. Non ero nulla di tutto ciò, e non ho mai dimostrato al mondo che ero qualcosa di speciale, ma ho avuto questa enorme speranza per tutto il tempo ed è questo lo spirito che mi mantenuto forte. Ero una bambina felice perché avevo la sensazione che sarei andata oltre il mio corpo fisico…” dichiara Patti Smith

 

 

Ed è sul palco del Riemergere che, attraversando la sua discografia insieme alla sua band,  Patti riesce a comunicarsi al pubblico in tutto il suo Essere.

 

Da “Dancing Barefoot” a “Wing”, da “Pissing in a river” a “Because the night“, all’età di 74 anni l’energia di Patti scorre più viva che mai e la sua voce è ancora incredibilmente chiara e forte in una location che amplifica la limpidezza della sua artisticità e della band che l’accompagna. 

 

Mentre la musica scorre come un rito purificatore, Patti non dimentica i temi importanti che stanno caratterizzando il nostro tempo: la Pandemia e la Crisi Climatica, sottolineando l’importanza di essere vivi e liberi, di dover tornare a sentire, ad ogni battito, il sangue pulsare nelle proprie vene.

“Believe it!” esorta Patti mentre il pubblico accorso sotto al palco intona “People have the power” che chiude il concerto come un rito sciamanico, perché è a partire da un piccolo passo che è possibile redimere un mondo di stolti.

 

 

Setlist: 

Grateful/ Redondo Beach/ My Blakean Year/ Ghost Dance/ Dancing Barefoot/ Blame it on the sun/ Beneath the Southern Cross/ Wing/ Peaceable Kingdom/ Because the night/ One too many mornings/ Pissing in a river/ Gloria/ People have the

power