I Deleted Soul, un collettivo di artisti che vivono in diverse parti del mondo, ci raccontano in esclusiva l’effetto catartico della musica live attraverso i 5 concerti più evocativi mai vissuti.

 
Deleted Soul è un collettivo di artisti che vivono in diverse parti del mondo, ma che si sentono connessi tra loro da frequenze ed emozioni che li accomunano. Nel loro viaggio, si scambiano informazioni, testi e melodie, rincorrendo il tempo tra la campagna Toscana, l’Oregon e una piccola cittadina del Giappone, passando per Brighton e Milano. Si incontrano per comporre musica nello studio di Elastica, in piena campagna, nel Chianti, dove possono rallentare il tempo ed assaporarne a pieno il valore.
“Benvenuti nella foresta.
Prepariamoci tutti insieme per la ripopolazione delle foreste.
Dove l’animale che verrà introdotto, sarà l’uomo.”

”Le mirage du passage” è il nuovo singolo dei Deleted Soul, fuori dal 16 aprile via Elastica Records. La band, descrivendo il brano, spiega che “non è altro che un viaggio introspettivo dentro ognuno di noi, alla ricerca di un passaggio verso un nuovo mondo personale, per dare un nuovo senso alle cose”.

 

 

Ispirati dall’universo ferino caro al collettivo cosmopolita, ci siamo figurati i Deleted Soul come se fossero animali che osservano da spettatori la redenzione del mondo umano (non è proprio quello che sono, in fondo?) e abbiamo chiesto a Tuzzy di raccontarci i 5 concerti più evocativi che abbia mai visto in vita sua, elogiandone l’effetto “curativo” ed “espiatorio” per la propria anima.


“1994. Alcuni amici più grandi mi portano a Modena a vedere il concerto del “The Division Bell Tour” dei Pink Floyd.
David Gilmour e soci sono ormai signori cinquantenni, ma rimango folgorato. Bastano pochi secondi dell’intro di “Shine on you crazy diamond” e subito capisco la potenza di una produzione di quelle dimensioni. La musica mi avvolge da ogni parte in una “Comfortably numb” di effetti speciali: un sound perfetto, con le pause giuste, cori da togliere il fiato.”

 



“Ricordo molto bene il live dei Cypress Hill all’Arezzo Wave del 2004, quello con il loro Buddha gigante gonfiabile con la foglia di marijuana sul petto. Quel concerto mi ha fatto comprendere la bellezza di prendere con leggerezza lo show: la libertà di salire su un palco ed esprimere tutta l’energia possibile delle canzoni. Una cosa che, statene certi, il pubblico percepisce sempre.”

 



“Qualche anno più tardi sono tornato a Modena per il live dei Rage Against The Machine: pura violenza sonora, con la potenza delle chitarre e la precisione del groove in primo piano. Il crossover che mi ha rapito il cuore fin da subito, che ti grida in faccia di vivere controcorrente, avere pensieri alternativi e non allinearsi mai.”

 



Ci tenevo a segnalare anche due concerti che ho avuto il privilegio di vivere dal palco, condividendolo con grandi artisti:

Il primo è quello con i Prodigy al Metarock Festival di Pisa nel 2006Fino al loro soundcheck ero sempre stato convinto di avere un ottimo ascolto del mio suono sui palchi. Dopo di loro invece, in quel preciso momento, ho capito che mancavo di volume ed è stata come una rivelazione: se vuoi sentire le bassline dentro di te, comprendendo veramente quello che prova il pubblico, allora il palco deve tremare.

 



Il secondo è quello con gli Asian Dub Foundation al Rolling Stone di Milano nel 2010 (purtroppo non esistono contributi video di quel live su YouTube). La band britannica mi ha insegnato la freschezza nell’affrontare l’audience, il dinamismo della club culture alternativa. Un solo credo: vai e suona, il pubblico capirà la verità che stai trasmettendo

Deleted Soul è un progetto nato nel 2015, da un’idea di Tuzzy, storico produttore di dub music e mente di Elastica Records.

Le prime sperimentazioni sonore, atte ad individuare sound e sensazioni, sono state condivise con Tashi, la cui ricerca si è rivolta verso ambienti sonori derivanti da gong e campane tibetane, al limite della musicoterapia.
Il progetto ha poi preso una chiave discografica quando alla composizione si è unito Marco Zampoli, voce e chitarra dei Flame Parade, Donald Renda e batterista di grande esperienza (maturata in anni di produzioni quali quelle di Bugo, Annalisa, Noemi e Francesco Michielin) che ha dato linearità alla composizione.

Il primo disco nato da questa collaborazione prende il nome di “Lucid Vision” (2018, Elastica Records) e viene accolto da un ottimo feedback di critica e pubblico.
In ciò che segue questa uscita, la band decide di intraprendere una strada diversa. Non più composizioni a distanza, come l’epoca suggerisce, ma tutti riuniti negli studi di Elastica nella campagna del Chianti. Il risultato è un nuovo album, registrato in una settimana passando dai provini alle parti definitive del disco. Una vera impresa, se si pensa che tutte le menti coinvolte arrivano da parti diverse del globo. Ma per la band era fondamentale ritrovarsi, respirare la stessa aria, gli stessi tramonti, condividere cene, discussioni, idee, jam session e sensazioni.

Il progetto, in questa nuova forma, prende vita con Mario Tucci dall’Oregon, autore dei testi, Pier Paolo Polcari, produttore degli Almamegretta da Kyoto, alle tastiere Maya Williams, giovane cantante e regista cinematografica da Brighton e i fiorentini Donald Renda e Riccardo Onori, storica chitarra di Jovanotti e, da Milano, Andrea Torresani, attuale bassista di Vasco Rossi.

Al progetto si uniscono poi anche alcuni altri musicisti: percussioni, violini e fiati e la banda è al completo.
Le registrazione del disco si svolgono in una grotta medievale, nelle segrete del casolare/sede di Elastica Records.
Il risultato è un disco contemplativo, ambientazioni morbide e melanconiche, andamenti dub su arrangiamenti provenienti dalla house music. E poi tanta contaminazione, di generi, di linguaggi e di emozioni.
Un tuffo nel passato primordiale delle nostre anime, una ricerca agli antipodi del suono e delle emozioni.