La nostra video intervista a Cigno in occasione del ritorno con il nuovo singolo psychedelic pop “Udine” dal sapore 80s. Un brano che parla di un viaggio verso la città che non si conosce, in cui non si è mai stati, la città che si immagina, dandole le caratteristiche del proprio disagio interiore.

 

Cigno, Diego Cignitti all’anagrafe, è un cantautore e musicista capitolino. Alle influenze blues e rock con le quali si è formato come chitarrista, mescola sapientemente atmosfere pop, trovando ispirazione in quello che è il panorama musicale “sixties”. Il suo sound vola ed è arricchito da una poesia di carattere undergound tipica della realtà indipendente romana, pregna di atmosfere rarefatte Psychedelic Pop.

Lo scorso 30 ottobre, dopo un percorso tra etichette e auto-produzione, Cigno è tornato con il suo nuovo singolo dal titolo “Udine“. Il brano nasce durante un viaggio verso SofarUdine in compagnia di Ilenia Bianchi, cantautrice e autrice, nonché sorella del cantautore. Il ritornello registrato su note audio prenderà poi vita in studio solo qualche mese fa, quando Cigno decide di tirar fuori la canzone, realizzandola e ultimandola. 

La cromatura agrodolce che contraddistingue “Udine” ricorda il sapore della cedrata Tassoni, ma anche una sbiadita reminiscenza d’infanzia come, ad esempio, la sigla di McGyver.  

La paura di diventare singola entità e la consapevolezza di essersi diluiti inesorabilmente all’interno di un’altra persona fanno da cornice al contesto, rendendo l’amore un’ecografia di due settimane in bianco e nero, con una lucina bianca che lampeggia veloce.

 

“Udine è solo un’idea

Lontana moschea

Utile alla mia solitudine un cuore in trincea 

Nell’alta marea”

 

La nostra video intervista:

 

 

 

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