È H.E.R., al secolo Erma Pia Castriotta, a vincere la 23a edizione del Premio Amnesty International nella sezione Emergenti.

 

Si intitola “Il mondo non cambia mai” il brano che ha portato alla vittoria H.E.R., un brano contro le discriminazioni, che lei, artista transgender, conosce bene, avendone subite molte in prima persona.

“Il mio premio lo dedico a Patrick Zaky, attivista per i diritti umani, in carcere in Egitto”, ha dichiarato. H.E.R. ha prevalso in una finale tutta al femminile, in cui il Premio della critica è andato ad Agnese Valle da Roma (con “La terra sbatte”) e quello del pubblico a Adriana Iè da Verona (con “Bumaye”). In gara anche Assia Fiorillo e Micaela Tempesta, entrambe napoletane.

Alla vincitrice è andato anche il Premio Noise Symphony/INDIeFFUSIONE che prevede la distribuzione e la promozione di un singolo. 

Il festival si è svolto da venerdì a domenica. Tra gli ospiti anche Marina Rei, Margherita Vicario e la satira di Lercio. Come già lo scorso anno, lo slogan di Amnesty International Italia durante la tre giorni è stato “Sui diritti non si torna indietro”, per ribadire la centralità dell’impegno in favore dei diritti inalienabili dell’uomo.

La finale del contest che premia le canzoni sui diritti umani si è svolta il 2 Agosto a Rosolina Mare (Rovigo), nella giornata conclusiva del festival “Voci per la libertà”.

Protagonista della serata è stato anche Niccolò Fabi, che ha ricevuto il Premio Amnesty International per la sezione Big grazie alla canzone “Io sono l’altro”.

NICCOLÒ FABI PREMIO AMNESTY

Fabi parlando della sua canzone ha fra l’altro detto: “Questa canzone è rimasta sospesa nella sua scrittura per molto tempo perché l’argomento, cioè il tema dell’altro, era insidioso. Si rischiava di banalizzare le cose. Si rischiava la retorica, il qualunquismo. Ad un certo punto ho pensato a un cambio di prospettiva: non parlare dell’altro, ma del fatto che noi siamo un altro rispetto agli altri. Parlare del rapporto di interdipendenza che c’è fra gli esseri umani”.