Max Gazzè si riaffaccia nella sua Roma per tre serate evento dal 2 al 4 luglio nella splendida Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Un post lockdown che porta con sé la speranza di un ritorno alla normalità. La nostra photogallery e la recensione del concerto del 3 luglio. 

 

Non poteva essere nessun altro che Max Gazzè a riaffacciarsi su un grande palco dopo il difficile periodo vissuto nel lockdown mentre la musica, più di ogni altra arte, sta subendo un vero momento di passione, nel senso evangelico del termine.

Con un senso di diffidenza e un’atmosfera molto strana che aleggia intorno alla venue, entriamo nella splendida cornice dell’Auditorium Parco della Musica dove tutto è attrezzato per andare incontro alle esigenze di distanziamento sociale previste dalla normativa vigente. Il pubblico che normalmente riempirebbe la Cavea è spalmato su tre serate e l’impatto che si ha nel vederla piena per 1/4 del normale è davvero strano. Anche se l’idea di un concerto per pochi intimi, alla fine, si rivelerà comunque piacevole.

Ad aprire il concerto Brando Madonia, un giovane ma promettente artista siciliano che avevamo intervistato nelle scorse settimane. Prodotto da Carmen Consoli, Brando si presenta sul palco dell’Auditorium chitarra e voce per presentare al pubblico di Gazzè tre dei suoi brani: “I pesci non invecchiano mai”, “Metropolis” e il nuovo singolo “La festa” uscito proprio il giorno stesso.

 

 

Max Gazzè sale sul palco puntuale alle 21:30 con la sua storica band. Sceglie come apripista “Mille volte ancora”, un brano delicato che introduce la magia della serata. Il pubblico può iniziare a prendere le misure e ambientarsi in questa nuova tipologia di concerto che non prevederebbe contatto fisico e quel genere di condivisione a cui da sempre siamo stati abituati in situazioni di questo tipo. Sulle note della musica, l’Auditorium resta composto e seduto mentre si immerge nell’atmosfera del concerto.

 

Ha inizio così una serata surreale che, per due ore di fila ci porta, brano dopo brano, quasi a dimenticarci delle mascherine, degli igienizzanti per le mani e del fatto che ognuno è seduto a distanza di sicurezza dal prossimo nella sua stessa fila.

 

Ho aperto l’articolo scrivendo che non poteva essere altri che Gazzè ad aprire questa strana stagione live e il perché lo si capisce fin dalle prime note. L’artista romano che, nella sua scrittura ha unito la musica alla poesia rendendola fruibile al grande pubblico, come pochi altri hanno saputo fare nel nostro Paese, sale sul palco e conduce la serata con immensa delicatezza e un sentimento di rispetto e riverenza per quello che fa, mettendosi a servizio dell’arte che lui stesso contribuisce a portare avanti.

 

Il suo personaggio sul palco risulta essere quello di un artista semplice che, mentre dialoga amichevolmente con il pubblico tra un brano e l’altro, si lascia sostenere dalla meravigliosa band che lo accompagna senza mettersi mai comunque al centro ma, inchinandosi alle sue canzoni, le lascia parlare e riprendere vita.

 

Mentre alcuni tra i suoi più importanti successi, come “Il solito sesso”, “Cara Valentina”, “Teresa”, La favola di Adamo ed Eva”, scorrono via veloci in una serata che ci racchiude come in una bolla che si vorrebbe non scoppiasse mai, il pubblico si alza in piedi e, trasportato dalla musica, balla e canta sul posto, mentre i ragazzi della sicurezza restano all’erta ai lati del palco e pronti ad intervenire all’evenienza.

Fa un effetto strano non poter correre sotto al palco, anche se qualcuno ci prova timidamente per poi tornare immediatamente al proprio posto.

 

“Una musica può fare, salvarti dall’orlo del precipizio”. É su queste parole che si chiude la serata mentre il pubblico canta e balla prima di tornare a casa propria con una sensazione di rinascita addosso.

Versi mai tanto adatti come in questo momento. Parole che sono lì a ricordare a tutti l’importanza della musica nei momenti più difficili, non (solo) come distrazione, ma come vera e propria forma d’arte e d’espressione di sentimenti ed emozioni che dà lavoro a migliaia di persone dentro e fuori dal palco e che, per questo, non deve essere dimenticata, ma rimessa al centro e rispettata, come Gazzè ha dimostrato di saper fare.

 

Setlist: Mille volte ancora / Vento d’estate / Maledettissimi impegni / Gli anni senza un Dio / Quel che fa paura / Il solito sesso / Teresa / Raduni / Timido ubriaco / L’uomo più furbo / Non era previsto / Mentre dormi / Cara Valentina / La favola di Adamo ed Eva / Progetto dell’anima / La leggenda di Cristalda e Pizzomunno / L’amore non esiste / Ti sembra normale / Sotto casa / Preferisco così / Posso / La vita com’è / Una musica può fare

 


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