In scena per il Napoli Teatro Festival il 3 e 4 Luglio, dal testo di Bruno Fornasari, “Bed boy Jack”, mescolando realtà e fantasia, racconta di come Jack, riuscito a farsi scarcerare col romanzo d’esordio, tenti di salvarsi ancora la pelle attraverso il talento della scrittura. La nostra photogallery a cura di Silvia Amoroso.

 

Chi è Jack? Nei primi anni ’90 l’Austria è scossa da una serie di omicidi di prostitute che portano la polizia di Vienna a dover fare i conti col primo serial killer nella storia del paese.

Il caso spaventa l’opinione pubblica ma affascina molti giornalisti, tra i quali Jack Unterweger. Sempre vestito di bianco, con aria eccentrica e l’inconfondibile sciarpa rossa, Jack è un vero e proprio idolo tra gli intellettuali austriaci. Nel 1974, venne accusato di omicidio e condannato all’ergastolo. In carcere cominciò a scrivere, e il suo lavoro gli procurò l’ammirazione di un’ampia élite letteraria, tra cui i futuri premi Nobel, Gunter Grass ed Elfriede Jelinek, che si attivò per ottenere la sua libertà.

Nel 1990, Jack esce di prigione accolto come un grande artista. Ma quando le indagini sugli assassinii delle prostitute sembrano a un punto morto, la polizia comincia a sospettare dell’uomo che tutti credevano pienamente riabilitato.

 

 

Il testo di Bruno Fornasari, mescolando realtà e fantasia, racconta di come Jack, riuscito a farsi scarcerare col romanzo d’esordio, tenti di salvarsi ancora la pelle attraverso il talento della scrittura. Etica ed estetica alla resa dei conti in una storia che ha per tema il dubbio che l’arte sia davvero capace di sublimare la violenza.


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