I Réclame, band romana al primo ep con “Voci di corridoio”, sono nella rosa dei 5 finalisti delle Targhe Tenco 2020. Il meritato riconoscimento arriva dopo essersi affacciati al grande pubblico tra i finalisti di Sanremo Giovani 2019 con “Il viaggio di ritorno”. Qui la nostra recensione del disco.

 

I Réclame, finalisti alle Targhe Tenco 2020 con “Voci di corridoio”nella categoria “Miglior album d’esordio” nascono a Roma dall’incontro di Marco Fiore con i fratelli Edoardo, Gabriele e Riccardo Roia. Il progetto prende vita con l’intento di riportare alla luce la tradizione della scena alternativa italiana grazie a testi profondi che sono più che altro racconti, legati a sonorità contemporanee.

 

Voci di corridoio” è il loro primo disco, prodotto da Daniele Sinigallia, con il quale molto velocemente la band raggiunge il grande pubblico. 

 

Il disco si inserisce nella scena italiana del momento andando a coprire l’anello mancante tra mainstream e tradizione. Nei brani che compongono questo primo lavoro è evidente, nella scrittura, il recupero della sensibilità dal cantautorato italiano grazie a testi che sono vere e proprie narrazioni corali ai quali prestare attenzione.

Dall’altro lato, la struttura attinge ai canoni del pop classico attuale restando nell’orecchio anche dopo l’ascolto. Per quanto riguarda la parte strumentale, le sonorità vanno alla ricerca della sperimentazione e, anche qui, recuperano i felici anni della scena alternativa italiana. La “voce narrante”, che si muove cupa in un clima a tratti aspro, si inserisce perfettamente in questo quadro e ne completa l’opera.

 

 

Voci di corridoio” è un album di 8 tracce che si apre sulla spinta de “Il viaggio di ritorno”. Il disco racconta altrettanti personaggi nascosti e le diverse zone d’ombra e luci che danno vita ad un viaggio tra le nostre fragilità e le nostre dipendenze, tra sentimenti di paura e dubbio. Questi 8 personaggi raccontano le loro storie fatte di rapporti umani che possono diventare veleno per l’anima e condurre alla morte fisica e spirituale in un eterno combattimento per l’equilibrio. In questo frangente, il dubbio su quale lato avrà la meglio non sarà mai del tutto risolto. 

I personaggi protagonisti sono perseguitati ognuno dalla propria ombra, ognuno dalla propria condanna: una storia ormai logora e giunta al capolinea a causa di un tradimento in “Fra le braccia di un’altra”, una rapina finita male ispirata dal film Onora il padre e la madre di Sydney Lumet magistralmente interpretato da Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke, nel brano “Inseguito dalla Luna”.

“Cosa resterà?” è la domanda fondamentale che pone il penultimo brano del disco dove il protagonista torna nei luoghi in cui in passato aveva osato sognare senza mai riuscire a realizzare quei progetti. Rivede la sua vita da fuori e guarda a chi ora si trova al suo posto. La distanza del tempo, il senso di incapacità nel completarsi lo illumineranno con la luce di un nuovo giorno che non è stato però portatore di speranza ma d’illusione. 

 

Réclame Voci di corridoio

 

A chiudere il disco una vera e propria narrazione in “Notte d’inverno”. Un brano coraggioso di oltre 7 minuti nel quale l’apparizione di un figlio, prematuramente scomparso, nella cella di suo padre condannato in carcere, mette la firma al quadro lasciandoci con un alone di malinconia e sollevando domande sulla vita e sulla ricerca della felicità.

 

“Voci di corridoio” è un album poco adatto alla maggior parte di coloro che ascoltano la musica come sottofondo o la canticchiano con la pretesa di potersi alleggerire battendo il ritmo con il piede.

 

Il lavoro dei Réclame, si conferma nelle sue intenzioni, perfettamente indirizzato a quella nicchia di ascoltatori impegnati che ancora sa apprezzare la profondità di certe tematiche al di là delle classifiche e dei passaggi in radio.