I Cor Veleno, gruppo storico della scena Hip-Hop romana formato dal produttore Dj Squarta, Grandi Numeri e Primo Brown (quest’ultimo scomparso la notte del 31 Dicembre 2015) hanno pubblicato il loro nuovo disco “Lo spirito che suona”, un album per ricordare un amico e grande artista, ma con l’entusiasmo e la carica che da sempre caratterizza i loro lavori, come se Primo fosse ancora con loro. Qui la nostra intervista a Dj Squarta.

 

Di Dario Argenziano.

 

Sono passati 3 anni dalla scomparsa di Primo Brown e oggi lo possiamo nuovamente ascoltare in questo cd di inediti dei Cor Veleno, ma in questi anni cos’è successo?
In questi 3 anni ci siamo presi un momento di pausa e abbiamo cercato di mettere insieme un po’ i pezzi, soprattutto per volontà mia. Non abbiamo fatto nient’altro se non il pezzo con Danno che è uscito prima del disco. Inizialmente avevo paura ad affrontare questa cosa, poi piano piano ho sciolto i nodi, abbiamo ripreso in mano la musica anche se inizialmente con un po’ di difficoltà. Alla fine, soprattutto grazie a Grandi, che ha insistito nel farlo, ci siamo messi al lavoro. Ognuno ha il proprio modo per esprimere queste cose, il nostro è la musica, come abbiamo sempre fatto. Avevamo del materiale che sarebbe stato un peccato lasciare fermo così senza portarlo alla luce.

In tutto questo tempo comunque ci sono state citazioni da parte di grandi artisti, da Salmo a Jovanotti nel suo video di “Oh,vita!”, come vi fa sentire questa cosa?
Orgoglioso, perché vuol dire che chi ha seguito la sua musica ha voluto ricordarlo, ed è bello che questo non accada solo attraverso noi, ma anche attraverso tutti quegli artisti spaziali a cui i lavori di Davide sono rimasti nel cuore.

Di tutto questo materiale che avevate ancora da tirar fuori è stata fatta una selezione, in base a cosa?
Il materiale è stato scelto in base alle sensazioni, non abbiamo mai applicato grandi strategie di mercato per vedere cosa funzionasse, abbiamo messo quello che secondo noi era più forte, tutto in base a sentimento, come è sempre stato in tutti i dischi dei Cor Veleno.

Ne avete tirato fuori un grande tributo senza abbandonare la solita musica e tematiche che da sempre caratterizzano i vostri dischi…
E’ un tributo a Primo perché lui non c’è più, ma quando abbiamo iniziato a lavorare al disco ci siamo promessi una cosa sola, non doveva essere un album di ricordi, bensì un nuovo lavoro dei Cor Veleno.

Cosa avete provato dopo il concerto all’Atlantico il 25 Marzo 2015?
E’ stata una sensazione di completezza, perché ci sono un sacco di difficoltà che potrebbero portarti lontano dall’obiettivo, non è solo fare il bel concerto, ma anche ricordare un fratello, un amico, un musicista gigantesco, per questo, quando siamo scesi, la sensazione provata è stata quella di esser riusciti a ricordare nel modo giusto Davide.

Il 1 Gennaio, anniversario della morte di Primo, è uscito il pezzo “Una rima, una Jam” con Coez e Gemitaiz. Qual è il filo conduttore di questi elementi?
Coez ha iniziato a fare i primi dischi nel mio studio. Gemitaiz invece veniva in radio quando facevamo il programma e per due o tre anni ne ha fatta la sigla. Entrambi venivano ai nostri concerti e vedere oggi che quegli artisti che stanno su palchi giganti, che fanno milioni di play, vengono a ricordare Primo con una vecchia rima dei Cor Veleno è un’emozione enorme, un cerchio che si chiude.

 

 

 

Cosa diresti ad una persona che sta per ascoltare per la prima volta il disco?
Direi che si sta per ascoltare un disco che al suo interno ha un sacco di significati, di amore e di tanti spigoli su cui abbiamo dovuto sbattere la testa per farlo uscire come volevamo.

Ci racconti come sono nati i Cor Veleno?
E’ una storia che nasce prima dei dischi, prima di internet e di tutto, inizia nelle intrufolate in Jam session, nasce inizialmente da Grandi e Primo che erano Cor Veleno da prima di me. Io li seguivo nei concerti, finché un giorno Ibbanez, altro grande amico da sempre considerato il quarto membro del gruppo, mi propose di lavorare con loro.

Siete in tournée per la presentazione del disco, come avete organizzato lo spettacolo?
Nella serata ci siamo io e Grandi sul palco, ci sono delle proiezioni, c’è la voce di Primo, abbiamo fatto in modo che ci fosse anche lui. Dalle date già fatte devo dire che il pubblico ha ben compreso cosa volessimo portare sul palco, quello che stavamo e stiamo facendo, e il tutto dà un’energia spaziale. Magari in qualche occasione ci saranno anche degli ospiti, ma la cosa importante è che ci siano ancora una volta tutti i Cor Veleno sul palco.

 

I PROSSIMI CONCERTI DE “LO SPIRITO CHE SUONA TOUR”

29.03 Bologna – Locomotiv (ore 21.00, ingresso 12 euro + tessera aics) – NUOVA DATA e LOCATION

30.03 Mantova – Arci Tom

05.04 Roma – Planet (ore 21.00, ingresso 10 euro) – NUOVA LOCATION


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