Nek è in gara al 69° Festival di Sanremo con Mi farò trovare pronto”, brano scritto dall’artista insieme a Luca Chiaravalli e Paolo Antonacci, che sarà contenuto nel suo prossimo album di inediti, in uscita in primavera, a cui sta lavorando in questi mesi. Qui la nostra intervista a Sanremo 2019.

 

Mi farò trovare pronto” alla 69° edizione del festival di Sanremo. Questa canzone sembra una preghiera. C’è un significato religioso dietro?

In realtà è una riflessione cantata. Può essere anche interpretata in questo modo però è semplicemente un dato di fatto. Facciamo fatica ad essere all’altezza di un sentimento così importante però io intendo l’amore come sentimento generico, come il fatto di pensare prima a qualcun altro e poi a noi stessi. Non solo l’amore di coppia. Anche attraverso i versi di Jorge Luis Borges, al quale ci siamo ispirati per scrivere questa canzone, ho sentito che questo pezzo avrebbe potuto contenere questo concetto. Poi sai, un pezzo nasce anche istintivamente, è un insieme di forze. Quindi più che religiosità esprime un dato di fatto: io mi sento pronto a non essere mai pronto ad una grandezza tale.

Un anno grandioso per te: con Francesco e Max arrivate da un tour e con Francesco vi ritrovate anche sul palco. Un fiume in piena che non si arresta anche con la voglia di tornare all’Ariston.

Io non smetto mai di mettermi in gioco in realtà. Il fatto di tornare all’Ariston dopo 4 anni, per la quarta volta, ci sta! In realtà Sanremo non è più quella dimensione in cui ti giochi tutto “adesso o mai più”. È una vetrina importantissima che, soprattutto in questa edizione, raggruppa rappresentanti di diverse generazioni. Questo fa molto bene alla musica italiana in un momento in cui gli spazi sono molto pochi. Sanremo concentra in una settimana una forza mediatica molto importante che io, tranquillamente, sfrutto perché poi dopo voglio andare in radio ed entrare nella testa della gente.

 

 

Diciamo che se ci fosse una vittoria ci sarebbe anche l’Eurovision Song Contest dove negli ultimi anni, anche se non abbiamo mai vinto, ci comportiamo comunque bene.

Si è una bellissima vetrina anche quella. Io non sono un accanito osservatore dell’Eurovision ma mi sembra che negli ultimi anni abbia catalizzato l’attenzione qui in Italia. Quindi si, dove si vince sono contento di andare.

Con te Neri Marcorè nella serata di venerdì. E poi cosa accadrà dopo il Festival?

Tante cose. Stiamo pianificando di volta in volta e dipende da come andrà la canzone. Il Festival è un pretesto per me e mi auguro che attraverso il lavoro delle radio questo pezzo arrivasse, come è arrivato “Fatti avanti amore” perché a me interessa il dopo Sanremo. Mi interessa il lavoro che si fa qui sul palco e dopo il palco.

Di Carmen Guadalaxara


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