Gli Ex Otago arrivano sul palco dell’Ariston alla 69° edizione del Festival di Sanremo. Molte le aspettative ma, soprattutto, quella di divertirsi e divertire. Ecco cosa ci hanno raccontato. 

 

Corochinato è il prossimo album degli Ex Otago in uscita durante la settimana di Sanremo. Ma io che sono astemia, mi ubriaco?

Si, però fa parte del gioco.

Una canzone d’amore da portare su questo palco dove Baglioni vi ha voluti.

In qualche modo arriviamo a Sanremo raccontando questi amori che stiamo vivendo, perché stranamente tutti noi della band stiamo vivendo degli amori molto lunghi e, per questo, anche molto faticosi. Anziché raccontare il momento dell’innamoramento e quello dell’addio abbiamo deciso di raccontare quello di mezzo.

 

 

Quando si pensa a Genova si pensa anche al Ponte Morandi.

Si, purtroppo è un dato di fatto. È incredibile che caschi un ponte in questo modo. Ma a far male e far paura è questa Italia che permette che accadano queste cose.

Al Festival di Sanremo state avendo modo di confrontarvi con Claudio Baglioni e con gli altri artisti?

Da Claudio Baglioni abbiamo ricevuto l’imposizione delle mani, ci ha battezzati. Poi abbiamo la fortuna di condividere questo palco con altri artisti che sono amici e che abbiamo già visto in giro in tour, come Motta, Ghemon, The Zen Circus, Achille Lauro. È come una torta dove ogni fetta rappresenta un pezzo di Italia. Baglioni è stato molto bravo ad aggiungere dei colori alla tavolozza che gli è stata data. Noi facciamo parte di quella scena chiamata indie ed è giusto che questo genere sia preso in considerazione e, partecipare a Sanremo, da parte nostra è doveroso, non si può snobbare una manifestazione del genere.

Dopo il Festival di Sanremo il disco e il tour.

Si, vogliamo ci sia un’interazione forte al di là del concetto di concerto alla solita maniera. Stiamo cercando di sperimentare, di inventarci e di divertirci perché se sei tu a divertirti c’è anche la speranza che tu diverta gli altri. Così come l’emozione: noi per primi dobbiamo godere di quello che facciamo perché ne possa godere qualcun altro.

Di Carmen Guadalaxara


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