Martedì 5 febbraio il primo appuntamento con il “Tour de force Sanremese”. Nella settimana più importante per la musica italiana siamo presenti anche noi. Diamo quindi il via da questa sera alle pagelle di Francesco Tosoni, che ci accompagneranno per tutta la settimana del Festival.

 

Direttamente dalla Sala Stampa Lucio Dalla, diamo il via alla settimana del 69° Festival di Sanremo, quello dello Yin e dello Yang, il Festival della simmetria e dell’armonia, almeno nelle intenzioni del direttore artistico Claudio Baglioni.

A raccontarvi le serate, ci saranno le pagelle di Francesco Tosoni: produttore artistico, CEO dell’etichetta discografica Noise Symphony, chitarrista, compositore, arrangiatore e sound designer esprime il suo percorso professionale e artistico in una vasta gamma di linguaggi e generi musicali differenti. La sua attività di produttore (Emilio Stella, Silvia Salemi, Nathalie…) lo vede impegnato nella collaborazione con progetti e artisti (Giorgia, Raf, Franco Battiato, Ornella Vanoni, Brunori sas, Claudio Baglioni, Toni Childs, Francesca Michielin, Chiara Galiazzo, Franco Simone, Mauro Ermanno Giovanardi, Owen Morris…) che spaziano dal jazz al cantautorato, musiche per immagini, musica elettronica, pop, rock e indie. Dal 2012 è poi endorser ufficiale Armas Guitars® e dal 2017 è coach e giudice per il Tour Music Fest.

 

Sono 24 gli artisti in gara già dalla prima sera, in un’estenuante maratona dedicata alla musica italiana nelle sue più variegate sfaccettature. C’è infatti spazio per tutti i gusti quest’anno sul palco dell’Ariston: dalla trap al rap, passando per la canzone neomelodica e dialettale, per approdare all’indie. Ma siamo sicuri che, nel panorama musicale attuale, siano proprio questi i migliori brani in circolazione ? Noi proviamo a dare un giudizio dopo il primo ascolto. Con leggerezza, sia chiaro.

 

In ordine di esibizione:

 

Francesco Renga – “Aspetto che torni”

Bello ma non balla.

Nino D’Angelo, Livio Cori – “Un’altra luce”

Bella atmosfera, intensa…anche troppo. Da risentire, ma con i sottotitoli.

Nek – “Mi farò trovare pronto”

Fatti avanti amore – che – Mi farò trovare pronto.

The Zen Circus – “L’amore è una dittatura”

Più che un brano, un flusso di coscienza. Da consumare lentamente: 3 strofe al giorno per una settimana prima dei pasti.

Il volo – “Musica che resta” 

Bravi – nulla da dire – ma preferivo quando vi immaginavo distruggere le camere d’albergo.

Loredana Bertè – “Cosa ti aspetti da me”

Allora si sente la voce in TV… se canti. E lei canta davvero.

Daniele Silvestri con Rancore e Fabio Rondanini – “Argentovivo”

Daniele Silvestri – Alcune canzoni sono come del buon vino, vanno fatte decantare.

Federica Carta e Shade – “Senza farlo apposta”

Ho pensato troppo tempo a cosa scrivere e questa cosa non va bene. Rinvio a giudizio.

Ultimo – “I tuoi particolari”

Ha il fuoco dentro ma una manciata di aghi di pino fra le mani. Un brano che si consuma subito

Paola Turci – “L’ultimo ostacolo”

Mamma li Turci !

Motta“Dov’è l’Italia?”

Motta…che botta !

Boomdabash – “Per un milione”

dabash – Boom!

Patty Bravo con Briga – “Un po’ come la vita”

La melodia è chiara, adesso ripassiamo il testo e ne riparliamo.

Simone Cristicchi – “Abbi cura di me”

Intenso, profondo e mai banale. Ti sei preso cura di noi.

Achille Lauro – “Rolls Royce”

A volte per rompere gli schemi bisogna spingersi oltre le normali convenzioni. Forse abbiamo esagerato.

Arisa – “Mi sento bene”

Interpretato da Lorella Cuccarini potrebbe anche funzionare.

Negrita – “I ragazzi stanno bene”

Negrita = comfort zone. Non pervenuti.

Ghemon – “Rose viola”

L’animo di un artista supera sempre ogni tecnicismo. Se son rose fioriranno. Il viola poi è di moda

Einar – “Parole nuove”

Una purezza contagiosa che fa molta tenerezza ma le emozioni non puoi solo cantarle, devi viverle.

Ex Otago – “Solo una canzone”

Un loro brano recitava “Ci vuole molto coraggio per guardare Sanremo fino in fondo” ecco… potevate darci una mano.

Anna Tatangelo – “Le nostre anime di notte”

Bisogna dirlo, quando l’aspettativa è bassa ci si può ricredere.

Irama – “La ragazza con il cuore di latta”

L’emozione è quella giusta, l’ambizione pure, la fragilità è evidente ma rende tutto più vero.

Enrico Nigiotti – “Nonno Hollywood”

Potenziale fuoriclasse, potenziale.

Mahmood – “Soldi”

Il pezzo c’è, l’appeal pure. Ora però deve svelare tutte le sue carte.

 


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