Francesco Motta, forte del Premio Tenco, torna sul palco dell’Ariston per partecipare al Festival di Sanremo con il brano “Dov’è l’Italia?”.  Ecco cosa ci ha raccontato di questa nuova esperienza ! 

 

Motta da queste parti lo conosciamo bene: autore raffinato e animale da palco. Ha vinto il Premio Tenco come “Miglior opera prima” per il suo primo album “La fine dei vent’anni”. Un successo guadagnato nel tempo e subito, giustamente, consolidato con il secondo lavoro “Vivere o morire” (2018). A Sanremo ci presenta il brano “Dov’è l’Italia?” e Venerdì ospiterà Nada nella serata dei duetti. E poi? Cosa accadrà dopo il Festival? Ce lo ha raccontato lui stesso nell’intervista che vi riportiamo qui di seguito.

 

 

 

 

Motta, buongiorno! Hai calcato il palco dell’Ariston per il Premio Tenco, e ora approdi al Festival di Sanremo. Come va?

Buongiorno, bene ! Penso che il Premio Tenco e il Festival di Sanremo siano in qualche modo collegati, perché comunque si parla sempre di canzoni. Devo dire che il palco è molto diverso da quello che ho visto in precedenza. Solo la scaletta fumatori è sempre uguale.

Hai accettato l’invito di Claudio Baglioni, presentando una canzone con un testo molto impegnato che farà sicuramente parlare molto, anche perché nella sera dei duetti avrai come ospite Nada. È una canzone autobiografica?

Si, “Dov’è l’Italia?” parla di amore, come faccio praticamente sempre in tutte le mie canzoni. È in qualche modo una domanda alla quale non ho saputo rispondere. E, come spesso capita, quando ci sono delle domande alle quali non so rispondere, scrivo delle canzoni.

Che idea ti sei fatto di Sanremo?

Mi sento a mio agio in realtà, molto più di quanto immaginassi. È il Festival della canzone quindi, scrivendo canzoni, mi sento bene.

Cosa ti aspetti da questo Festival?

Spero davvero di dare il massimo, di essere centrato e concentrato e di fare bene perché è davvero una bella occasione.

Naturalmente tu hai già un disco fuori: “Vivere o morire”. Che cosa accadrà dopo il Festival di Sanremo?

Abbiamo stampato il 45 giri del singolo “Dov’è l’Italia?”. Il discorso repack, anche se sembra un suicidio discografico, non lo abbiamo voluto fare perché in qualche modo per me la scaletta dei dischi è importantissima, è un vero e proprio racconto. Non avevo quindi nessuna intenzione di rimescolare delle carte che in qualche modo mi avevano portato a risolvere delle questioni mie personali.

 

 

Motta Festival di Sanremo

 

 

“Dov’è l’Italia?”…ma allora dove ci porterà questa Italia?

Non so dov’è ma so che ci voglio stare con tutto me stesso.

Ti ha accompagnato anche Carolina? Come state in questo contesto?

Non troppo al di fuori. Lei mi supporta veramente e insieme siamo una grande squadra, quindi non sono assolutamente solo su quel palco.

In bocca al lupo!

Io non ho ancora capito se si dice “crepi” oppure no quindi, nel dubbio, dico sempre “grazie”!


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