E’ con la conferenza stampa dell’Ariston delle 12:30 di lunedì 4 febbraio che si aprono le danze della 69° edizione del Festival di Sanremo. Ai microfoni il direttore artistico Claudio Baglioni, Virginia Raffaele, Claudio Bisio, insieme al sindaco di Sanremo e al direttore di Rai 1. Ve la raccontiamo dalla Sala Stampa Lucio Dalla

 

Un Festival che si preannuncia vario e appassionante, per gli addetti ai lavori e per il pubblico da casa. Una realtà che, a testa alta, torna a rappresentare la musica italiana nella sua internazionalità. E’ per questo che il direttore artistico, Claudio Baglioni, ha scelto tra le 400 proposte ricevute, quelle che meglio potessero rappresentare la varietà della musica italiana che corona il nostro panorama.

Una realtà sicuramente variegata: trap, rap, indie, pop, canzone classica, credo, rappresentino, nella loro diversità, le mille sfaccettature della nostra Italia che in questo momento sta ancora forse cercando di trovare la sua direzione per quanto riguarda il fronte politico e sociale. La musica la rappresenta al meglio questa incertezza e difficoltà, ma è anche la chiave per (ri)trovare l’unità in un contesto a dir poco un po’ nebuloso.

Si è parlato di autarchia, come raccontano il direttore di Rai1 Teresa De Santis e Claudio Baglioni alla sua seconda volta al Festival, la prima per lei. “Errare è umano e perseverare è artistico” dice Baglioni. Dopo 7 no di seguito detti 3 la prima vota e 4 per la seconda, per la seconda ha accantonato i progetti del vecchio mestiere lasciando in sospeso un tour e un disco che vegeta da un anno, per misurarsi di nuovo con quella che è la cosa più difficile che gli sia mai capitata nella vita. Perché Sanremo è un po’ come il Gran Premio della montagna: quando sei al traguardo hai dimenticato tutte le salite e ti ricordi solo le discese. Questa volta le salite ci sono state ma è proprio questo che anima il lavoro quotidiano.

 

 

 

Ma la stella polare è quella dello statuto: “Questo è il Festival della canzone italiana”, e la musica italiana è presente in tutto il mondo. Ci sono tracce in qualsiasi luogo del continente. Se pensiamo, infatti ad un artista come Andrea Bocelli, che sarà uno degli ospiti, è anche colui che ha portato all’estero l’orgoglio musicale del nostro Paese.

Novità di questa 69° edizione: è stata tolta l’eliminazione. E’ sembrato un vilipendio ma alla fine questo ha creato un clima più sereno tra i concorrenti, finalmente liberi dall’ansia di una competizione. Non ci sarà inoltre la serata cover perché, come spiega Baglioni, “trovavo insensato che un artista partecipasse al festival come interprete delle canzoni di qualcun altro”. Grande spazio alla musica originale quindi, dove si è liberi di essere e di interpretare al massimo il personaggio di se stessi.

Dovrebbe essere il festival dell’armonia, nelle intenzioni del direttore artistico. Armonia che è una conquista che si guadagna durante il percorso, perché tutta la musica parla di questo, lo fanno anche gli stessi accordi di una canzone: unire i contrasti affinché ci sia un modo di intendersi nelle differenze. Il numero 69 come simmetria quindi, come il simbolo Yin e Yang della filosofia orientale, dove gli opposti contengono l’uno un po’ dell’altro. “Un Festival del quale prendersi cura come se fosse una creatura fragile”

Il palco del Festival poi non è mai stato così grande, come a voler raccogliere ed includere tutte queste particolarità che ci riguardano. Quest’anno è stato sfruttato ogni centimetro. L’orchestra sarà in un golfo mistico scavato per l’occasione, grazie alla bravura di tutti gli operatori.

Sul palco con Claudio Baglioni, vedremo anche Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Molto emozionata lei, già dalla conferenza stampa, e ben motivato lui che è ormai a 40 anni di carriera. Un traguardo per Bisio che sa di doversi mettere al servizio del Festival con umiltà ma anche con molto di se stesso.

Al di là dei numeri e delle presenze sciorinate dal direttore di Rai1 e dal sindaco, come giustamente da loro mestiere, credo che possiamo aspettarci un Festival di qualità che rappresenterà i gusti degli italiani nelle molteplici sfaccettature. Un’edizione che appassionerà proprio per la sua varietà e che avvicinerà anche i più restii. Non ci resta quindi che attendere con impazienza la serata di martedì che aprirà finalmente la settimana più movimentata dell’anno nella città dei fiori. Mentre qui, per le strade, si respira già aria di festa.


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