Mia madre odia tutti gli uomini è il nuovo album di inediti di Maldestro, pubblicato il 9 novembre da Arealive e distribuito da Warner Music. Qui la nostra recensione.

 

Dopo aver fatto (giustamente) incetta di premi al Festival di Sanremo nel 2017, Maldestro torna con un nuovo disco di inediti. Mia madre odia tutti gli uomini è il suo terzo lavoro in studio, è uscito il 9 novembre per Arealive. 

Il disco è accompagnato dalla release del secondo singolo estratto: “La felicità”:

 

 

 

“È stato naturale scrivere questo disco. Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto, che avrei fermato da qualche parte un pezzo della mia vita. Nuda e cruda, tenera e violenta, persino dannata a volte. Averla vinta sul dolore non serve a niente se prima non lo comprendi, è solo un vuoto a perdere. Con il dolore bisogna cooperare, solo in questo modo la ricerca della felicita non porta stanchezza. Questo è un disco che mi toglie l’armatura e quindi, libero di amare.”

In Mia Madre odia tutti gli uomini, Antonio Prestieri, in arte Maldestro entra nella più intima parte di se stesso per riportare alla luce i suoi dolori e così guarirli o almeno guardarli in faccia senza fuggirli o farci a pugni. “Continuiamo a rovistare nelle curve della vita perché dopo la salita arriva la felicità” canta nel secondo singolo estratto.

Il disco è un viaggio insieme a lui nel percorso che lo ha portato ad essere l’artista e – suppongo – l’uomo che è. “Non che io sia un poeta o un cantautore, niente di speciale”.  Ma cosa significa poi essere speciale? Questo terzo disco arriva dopo il successo de I Muri di Berlino e, di quel successo ne è la conferma. Maldestro è un autore raro, uno che ogni parola, ogni immagine che usa per raccontare e raccontarsi, non la mette lì a caso per far quadrare la metrica, ma è ben scelta e metabolizzata. Il risultato è un terzo disco d’autore, come quelli dei grandi Dalla del quale aleggia la presenza in brani come “I poeti” .

Mia Madre odia tutti gli uomini  si svela canzone dopo canzone, in ognuna delle quali c’è una storia da raccontare, un dolore con il quale far pace. Perché evitare quel dolore non serve a niente, diventa la tua condanna. Tanto vale imparare a cooperarci per fare in modo che serva da bagaglio per il viaggio. “Per una strada che incontro c’è un dolore che avverto, per un dolore che avverto c’è una gioia nel vento”. La vita è un ciclo, anche nelle cose spiacevoli che accadono e che sembrano essere lì solo per farci male.

Avevamo intervistato Maldestro in occasione del suo secondo disco I Muri di Berlino, dopo il successo sanremese, e ci aveva raccontato un po’ di lui, dei suoi muri e di quei suoi dolori:

 

Muoversi come Maldestro tra pigrizia, teatro e canzone

 

La produzione artistica di Mia Madre odia tutti gli uomini è stata affidata a Taketo Gohara, sound designer che ha firmato alcuni dei lavori di Vinicio Capossela, Brunori Sas, Marta sui Tubi, Negramaro, Motta, Ministri, Verdena, Mauro Pagani e molti altri. L’impronta è la stessa degli altri ai quali ha creato un vestito musicale. L’arrangiamento raffinato rimanda ai successi dei grandi cantautori del passato, veste ed esalta i testi profondi da snocciolare pian piano raccontati dalla vocalità di Maldestro sofferta e graffiata. Testi che siano luce in fondo al tunnel anche per chi, come noi, si pone dalla parte dell’ascoltatore.

 

Dopo gli instore che hanno portato Maldestro in giro per l’Italia per presentare Mia Madre odia tutti gli uomini, ecco le prime date dei concerti (calendario in aggiornamento):

 

19/01/2019 Sorrento (NA) – Teatro Tasso

29/01/2019 Napoli – Teatro Sannazaro

01/02/2019 Roma – Auditorium Parco della Musica

02/02/2019 Mestre (VE) – Centro Culturale Candiani

07/02/2019 Firenze – Sala Vanni

08/02/2019 Bologna – Oratorio Filippo Neri

01/03/2019 Aversa (CE) – Magazzini Fermi


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