Si è concluso in una Roma d’autunno, sabato 6 ottobre, il Tour Estate 2018 di Diodato e la sua band. Nella cornice del Largo Venue il cantautore, che lega nelle sue origini l’Italia intera, ha portato la sua musica d’autore immersa in un mondo rock fino a trasformarla in una grande festa.

Sono le 22:30 circa quando la band sale sul palco e prende il posto agli strumenti. Il pubblico arriva con calma, perché ormai le attese lunghe non si fanno più, ma prima di iniziare il Largo Venue è già pieno.

Diodato sale sul palco dal lato destro, accanto alle tastiere, quasi inatteso. Il pubblico lo accoglie e la cosa che colpisce è che ce n’é di tutte le età. Da queste parti lo abbiamo visto diverse volte dal vivo, fin dai tempi dell’Angelo Mai, quando si faceva notare per il suo bel timbro e tutti sapevamo che di strada ne avrebbe fatta.

 

Poi è arrivato sul palco del Festival di Sanremo da solo e dopo ancora, più recentemente, accanto all’amico Roy Paci. La strada della musica in Italia negli ultimi anni non è sembrata mai facile per gli emergenti, anche se – per fortuna – stiamo invertendo la tendenza. Quando ti fai notare e ti crei una community di affezionati, allora sei sicuro di fare centro. E’ così è stato in questo caso.

Ma torniamo al Largo Venue ! Con la sua chitarra acustica lì vicino capiamo subito quali sono le due anime di questo artista: quella di chi si sente ancorato alla sua musica; e quella di chi salterà e ballerà poco dopo da un lato all’altro del palco senza sosta, coinvolgendo tutto il suo pubblico.

 

E infatti, imbraccia la chitarra e affida l’apertura del concerto a “Di questa felicità”. La controparte è “Mi fai morire”, dalla sua prima fatica “E forse sono pazzo”. Segue, dallo stesso lavoro, “I miei demoni” . Diodato, a corpo libero, inizia ad andare ovunque sul palco. Tende il microfono al suo pubblico e lo invita a cantare. Si respira aria di festa, che culminerà nel momento in cui più avanti si toglierà la giacca di pelle e scenderà dal palco per immergersi tra la sua gente e cantare insieme a loro.

La setlist percorre tutti i suoi lavori. Dal primo disco “E forse sono pazzo”, più rock, Diodato ha attraversato la fase di riscoperta dei classici d’autore italiani con “A ritrovar bellezza”. Quei classici poi li ha fatti suoi in “Cosa siamo diventati”, uscito già prima del suo ultimo Festival di Sanremo con Roy Paci. Poi la “svolta pop” e, probabilmente quella più adatta ai tempi più moderni. Tutte queste diverse sonorità dobbiamo dire, nel live che il cantautore ha portato in giro anche in Europa, si fondono in un’esperienza unica che unisce i diversi lati dell’artista.

 

Cosa siamo diventati : il quadro interpretativo di Diodato

 

Il tour estivo, che si è concluso il 6 ottobre al Largo Venue, affida la chiusura a “Cretino che sei”. Diodato scende in mezzo alla gente per cantare insieme e toccare con mano l’atmosfera che si respira tra le file. Un grande abbraccio che chiude degnamente l’esperienza live estiva di questo artista, perla del panorama musicale italiano.

 

 

Setlist – Diodato @ Largo Venue:

Di questa felicità/ Mi fai morire/ I miei demoni/ Paralisi/ Ma che vuoi/ Guai/ Mi si scioglie la bocca/ Amore che vieni, amore che vai/ Cosa siamo diventati/ Piove/ Ubriaco/ Patologia/ Fiori immaginari/ Adesso/ La verità/ Essere semplice/ Gli alberi/ Babilonia/ Se solo avessi un altro/ Cretino che sei. 


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