Eravamo rimasti all’introduzione nel primo tentativo del concerto di Björk alle Terme di Caracalla. Solo un piccolo assaggio e una speranza quasi realizzata di poterla finalmente gustare dal vivo, poi giù un diluvio estivo che ha congelato la situazione. A poco più di un mese di distanza Björk torna a Roma lunedì 30 luglio per qualcosa che attendevamo con impazienza.

“I was excited to be here. We are gonna try to re-schedule the show”, aveva promesso al pubblico deluso dal temporale in uno strano giugno italiano. La promessa è stata mantenuta e l’artista islandese è tornata alle Terme di Caracalla per la sua unica data italiana all’interno del Just Music Festival.

Già prima del concerto l’attesa è allietata dal canto degli uccelli in sottofondo. Una full immersion nella natura che ci accoglie da subito nel mondo ideale di Björk, la sua Utopia.

Il concerto inizia poco dopo le 21:15 per finire circa un’ora e mezza dopo. Breve ma intenso. Nel mezzo l’artista si presenta sul palco con una maschera in viso che non toglierà mai e un lunghissimo abito che probabilmente ha fatto chiedere a tutti come facesse a non morire di caldo.

Più che un palco, la venue è trasformata in un’opera d’arte. Dietro di lei sono allestiti un bosco di erba sintetica e intorno dei giganteschi fiori di loto che si schiudono all’occorrenza. Un megaschermo a far da cornice al tutto sul quale vengono proiettati, per l’intera durata della serata, video onirici che ci trasportano nell’atmosfera dei suoi suoni elettronici. La band è composta da degli “strani elfi” ai flauti, una batteria, un’arpa e dai live electronics.

La scaletta, aperta da Arisen my senses, è dedicata maggiormente alla sua ultima fatica, Utopia. Un disco che personalmente non ho amato molto, ma siccome Björk concorre in una categoria a parte, ce lo facciamo andare bene lo stesso perché, con mostri del genere, è necessario guardare alla loro carriera nella sua interezza e fare tesoro di ogni piccola perla.

La setlist scorre con i brani uno in fila all’altro come in un continuum, tra elettronica e momenti più melodici, in un concerto che è soprattutto ipnotico: un po’ per il bagaglio e la grandezza dell’artista che sfoggia la sua particolare vocalità che penetra la mente nota dopo nota, un po’ per i videoclip proiettati al limite di mondi extraterrestri che quasi stordiscono insieme all’elettronica che contraddistingue il suo percorso artistico, magistralmente riportata nel live.

Tra un brano e l’altro Björk ringrazia il pubblico in uno stentato italiano, non si concede molto, si lascia solo ammirare nelle sue “folli” danze. Il concerto dura poco meno di un’ora e mezza, bis compresi. “We got one more song” anticipa prima di lasciare il palco dell’ultima data con “Notget (Vulnicura). E ora si balla con il pubblico ormai tutto in piedi al di là del “golfo mistico”.

Forse, per chi l’ha vista per la prima volta alle Terme di Caracalla dopo tanta attesa, non è stato questo il concerto della vita; forse qualcuno è rimasto stordito da quelle sonorità al limite tra realtà e fantasia. Love Will Keep Us Safe From Death’ sottolinea la stessa artista: chi ha aperto la mente e si è lasciato rapire dal mondo fatato di  Björk, è riuscito sicuramente a seguirla nel suo viaggio mistico e a lasciarsi trasformare.

Setlist: Arisen my senses/ The gate/ Utopia/ Blissing me/Claimstaker/Isobel/Courtship/Human behaviour/Tabula rasa/Pleasure is all mine/Wanderlust/Features creatures/Loss/Sue me/The anchor song/Notget

 

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