Giovedì 12 aprile siamo andati a sentire il concerto degli Eugenio in Via Di Gioia al Largo Venue di Roma. Ci hanno sorpresi e convinti con la loro ironia e profondità… Qui il nostro live report!

Lo devo dire, prima avevo ascoltato solo qualche singolo degli Eugenio in Via Di Gioia senza che attirassero particolarmente la mia attenzione, e ieri sera, al Largo Venue, ci sono stata quasi trascinata.

E invece è stato uno dei concerti in cui mi sono divertita di più negli ultimi mesi, e cosa più importante, ho riscoperto il piacere di lasciarmi stupire da un live: gli Eugenio in Via Di Gioia sono infatti l’esempio di come saperci fare dal vivo può conquistare davvero il pubblico, a conferma che se vuoi essere un Musicista devi uscire dalla sala di registrazione e andare in tour…

Il gruppo torinese, formato da Eugenio Cesaro (voce e chitarra), Emanuele Via (tastiera e fisarmonica), Paolo Di Gioia (batteria) e Lorenzo Federici (basso), potrebbe essere un quartetto comico, quanto una band che riempie gli stadi o il team di animatori di una festa di paese. Ironici ed ottimi improvvisatori, sono una vera rivelazione per la musica contemporanea, ricordando tanto gli Elio e Le Storie Tese e I Pinguini Tattici Nucleari (non è mancata la battuta di Eugenio “Quello con la maglia dei Pinguini Tattici Nucleari può uscire! Grande!“), quanto Jannacci e Bennato, non nascondendo la loro vocazione folk.

E’ importante sottolineare che gli Eugenio in Via Di Gioia non sono solo esilaranti: fanno ridere, fanno ballare ma fanno anche riflettere. Infatti, in contrasto con melodie e ritornelli allegri e accattivanti, propongono testi di uno spessore notevole. I temi toccati vanno dal bullismo, al rapporto coi media, alle abitudini sbagliate, all’inquinamento…

La scaletta ha previsto brani dall’ultimo album Tutti su per terra, come Obiezione, Sette camicie, La punta dell’iceberg e l’intensa Chiodo fisso, ma anche dall’ep Ep Urrà e dal primo album Lorenzo Federici, come Il mondo che avanza, Ho perso e la trascinante Non ancora.

Durante il live è successo davvero di tutto, compreso un problema tecnico al piano di Emanuele Via, che, da veri professionisti, è stato prontamente trasformato in una divertente gag. Sono stati lanciati reggiseni, prugne alla fine di Pam, e anche un cubo di Rubik, mischiato dalla gente e risolto sorprendentemente in pochi secondi da Eugenio mentre cantava. Per ogni canzone era stato preparato uno sketch, anche se non hanno mai perso spontaneità e, anzi, sono riusciti a strappare risate soprattutto con gli imprevisti.

Il modo con cui si sanno rapportare con il pubblico è eccezionale: Eugenio ha un carisma tale da essere riuscito a “manipolare” tutti i presenti fino a farli abbassare e rialzare al proprio comando, convincendo persino il barista. Per il pezzo finale sono addirittura scesi tra la folla per cantare e suonare in mezzo alle persone.

Non da meno sono anche le capacità tecniche dei musicisti e la vocalità potente e precisa di Eugenio, leader straordinario ma che non potrebbe avere lo stesso risultato senza essere spalleggiato dagli altri tre folli amici e compagni.

Sanno scherzare su argomenti seri, dimostrando un intelligente senso dell’umorismo e profondità d’animo. Mettono d’accordo tutti i gusti e le età, soprattutto dal vivo, che è chiaramente la loro dimensione.

Mi raccomando, non sottovalutate gli Eugenio in Via Di Gioia.

#FollowtheNoise…


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