Venerdì 2 marzo siamo andati al Monk per il concerto di Germanò e Andrea Laszlo De Simone, due nomi che ci hanno incuriosito molto già da tempo. Qui il nostro live report con foto!

Troppe volte si sente dire che la musica di oggi non può competere con i grandi cantautori italiani, quelli veri, quelli che tutti amiamo e vogliamo tramandare alle generazioni future. Certo è però anche che se Lucio Battisti e Rino Gaetano fossero usciti nel 2018, non avrebbero avuto lo stesso successo, anzi probabilmente avrebbero suonato la loro “vecchia musica,” al massimo, nel pub di un paesello sperduto.

Ciò non significa però che il cantautorato sia destinato a  sparire; si era semplicemente preso una pausa riflessiva per rinnovarsi e tornare al passo con i tempi. Ed è questa la proposta di Germanò e Andrea Laszlo De Simone: raccontare storie, verità e sensazioni, tramite parole e suoni contemporanei. Infatti la trovata di farli suonare insieme mi è sembrata decisamente vincente.

Primo fra i due sul palco, un Germanò (Bomba Dischi) sicuro e convincente. Premetto che il suo disco d’esordio mi era piaciuto, ma ci sentivo tanto potenziale ancora da sfruttare; sono rimasta invece così colpita dalle interpretazioni dal vivo, che mi sono dovuta ricredere. C’è sempre da migliorare, sempre da crescere, ma ho intravisto – finalmente – qualcosa di buono per la nuova scena musicale che si sta formando. Scommetto che stiamo assistendo solo all’inizio di una carriera che si consoliderà sempre più nel tempo. Sentiremo ancora parlare di questo giovane con l’aria da bravo ragazzo.

L’esordio di Germanò con “Per cercare il ritmo” – La recensione.

Subito dopo, è stato il turno dell’attesissimo Andrea Laszlo De Simone, che negli ultimi mesi ha fatto parlare molto di sé e del suo album “Uomo Donna”, uscito per 42 Records.

Supportato da una band d’eccezione, Andrea Laszlo De Simone ha portato al Monk una dimensione parallela, in cui il tempo storico era indefinibile ed era difficile capire lucidamente cosa stesse accadendo sul palco. Un po’ artista dannato, un po’ ragazzo della porta accanto, non ha speso molte parole per il suo pubblico, lasciando parlare i testi delle canzoni e la sua musica libera da ogni schema.

Andrea Laszlo De Simone ha  incantato e spiazzato i presenti con un’intensità live destabilizzante. Tra una sigaretta e l’altra, non potevano mancare momenti di sperimentazione sonora con bicchieri e cellulari, e siparietti con una comicità tutta sua.

Dopo questa serata, sento di poter affermare con più convinzione che i bravi cantautori esistono ancora, e ne sono molto felice.

(Photo Credits: Marta Bandino)

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