Il video del brano “Rifugio” di Kerouac arriva su Youtube. Il 16 febbraio il disco di debutto “Ortiche ” fra suoni acustici, trap e hip-hop per Granita Records / Ocarina Live.

E’ disponibile da oggi su Youtube “Rifugio”, il primo singolo di Kerouac, giovane cantastorie metropolitano che scrive canzoni fluttuanti nella nebula inquieta e digitale del presente, là dove il futuro è incerto e la malinconia è un’occasione di fervida immaginazione, come fuga o denso svelarsi della realtà. Tutte caratteristiche sintetizzate nel disco di debutto “Ortiche” in uscita il 16 febbraio per Granita Records / Ocarina Live“Rifugio” è accompagnato da un videoclip girato da Michele Piazza di Tofufilms che fa da perfetto contraltare visivo alle atmosfere della canzone e dell’intero disco.

“Il videoclip di Rifugio – racconta Kerouac – esplora, rincorre, cattura alcuni momenti di solitudine negli aperti spazi di una campagna gelida, acerba, silenziosa, l’isolamento percettivo nel fragore di una festa, l’abbandono di un cuore sfitto, che brucia un mazzo di fiori, bouquet d’amore e assenza. Il rifugio è una nebbia invisibile che attutisce ogni colpo, accarezza ogni aspirazione, placa tutte le ferite. Il rifugio è dentro e il dentro colora il fuori, delinea una presa di posizione, si assume a carattere, attitudine. Diventa sensatezza, impegno, azione. Luogo perfetto, sogno indiscreto che equilibra il sonno, risveglio potente, grazie al quale ogni giorno non ha paura di esistere.”

“Rifugio” è la traccia di apertura di “Ortiche” ed evidenzia da subito la scelta sonora – ottenuta grazie alla produzione di Andrea Gallo – di ibridare i brani nati da una chitarra acustica e da una manciata di fogli bianchi con forme elettroniche di matrice hip-hop, trap e urban, fra beat bassi e profondi e arcuate strutture melodiche che accrescono notevolmente la forza evocativa dei testi. “Ortiche” è un concept-album politico, racconta con toni drammatici e spesso volutamente espressionisti la presa di coscienza del mondo da parte di un un ragazzo, mescolando la rabbia verso le ingiustizie, l’amore che isola e annienta per una ragazza dai capelli viola, una dolce amarezza come un ossigeno plumbeo che si respira ovunque, il disincanto e l’impotenza di fronte alla pervasività del potere. Ogni canzone contribuisce a tratteggiare uno scenario che unisce immagini galattiche, apocalittiche, preistoriche, atomiche e suburbane su un palcoscenico dove sia chi canta sia chi ascolta può proiettare liberamente i propri personaggi, la propria trama e le proprie emozioni.
“Ortiche” è un disco dove gli angeli hanno le ali di cartone, le panchine sono state tolte dai parchi e l’intensità di ogni singola traccia esplode come “un’autobomba che brucia in una città vuota”.

Kerouac

Kerouac è il progetto musicale di Giovanni Zampieri, cantautore padovano di ventun anni, le cui composizioni, nate per voce e chitarra, incontrano ruvide sonorità elettroniche avvicinandosi così ad immaginari che rimandano al panorama dei generi rap ed urban. I testi, diretti taglienti, a tratti cupi, raccontano vicende personali in cui potersi riconoscere, fra scampoli di poesia, realismo e squarci immaginifici. I brani diventano così palcoscenici sui quali i personaggi delle canzoni e gli ascoltatori si muovono liberi dentro una dimensione che collega la biografia personale di ciascuno ad un sentire collettivo di grande intensità, travalicando ogni steccato generazionale per parlare a tutti.
Kerouac ha da poco terminato di registrare il suo disco d’esordio, “Ortiche”, che uscirà il prossimo febbraio dopo più di un anno di lavoro all’Atomic Studio di Camposampiero (PD) con Andrea Gallo , già bassista dei padovani Four Green Bottles – che troviamo al suo esordio in veste di produttore.
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