Saber Système è una giovanissima band electro-occitana che il prossimo 20 ottobre darà alla luce il primo album dal titolo Nuevo Mundo. Abbiamo ascoltato il disco in anteprima e la multiculturalità che si assapora al suo interno ci ha fatto venire voglia di saperne di più, così li abbiamo intervistati. 

Esce il 20 ottobre il primo disco dei Saber Systèm, un collettivo di ragazzi giovanissimi ispirati da molteplici influenze unite insieme dalle orecchie attente dei loro produttori Gai Saber, che li hanno accompagnati fino a trovare una loro identità musicale. Sette ragazzi dai 18 ai 20 anni che suonano gli strumenti della tradizione musicale occitana e li mescolano all‘elettronica più contemporanea scrivendo canzoni in francese, spagnolo, occitano, italiano e dioulà, lingua della Costa d’Avorio.

Nasce così un esperimento notevole, che non si limita ala ricerca musicale ma racchiude al suo interno un messaggio potente, soprattutto se contestualizzato nel tempo in cui viviamo. Le diverse lingue utilizzate nel disco si mescolano e diventano comprensibili a tutti ben oltre i confini, permettendo di percepire la frontiera come un passaggio e non un ostacolo.

Ciao ragazzi ! Il progetto Saber Système è un collettivo con diverse influenze musicali dalle più svariate sfumature della world music. Come nasce questo progetto e qual è stato il processo di ispirazione che vi ha portato alla realizzazione di “Nuevo Mundo”?

Beatrice Conta: “Il progetto Saber Systeme è nato già molto tempo fa, quando eravamo ancora dei bambinetti legati da una grande amicizia d’infanzia e alle prime esperienze musicali. Alex Rapa, il nostro supporter, vide in noi qualcosa di innovativo ed interessante e così inizió a seguirci passo passo, facendoci crescere in ogni senso (musicale e non). Grazie all’associazione Gai Saber ci e poi stato permesso di “ingrandirci” sempre più e diventare a tutti gli effetti una Band! L’ispirazione per il CD Nuevo Mundo penso sia stata data principalmente dal nostro cantante Antonio che, alle prese con la sua passione per l’Africa, ci ha sempre più coinvolti e indirizzati verso la musica world…da qui anche le scelte e gli stili sempre differenti dei nostri brani! A tutto questo abbiamo poi unito il nostro comune ideale per un mondo nuovo, senza più frontiere né differenze.

Perché “Sistema sapere”?

Antonio Rapa: “Saber per via dei nostri padri putativi Gai Saber, il “sapere felice” in occitano. Système, scritto alla francese, perché usiamo il sound system elettronico. Però non si tratta solo di un gioco linguistico. La conoscenza, la cultura, se diventano un sistema, una regola, un patrimonio comune, ci aiutano a superare i pregiudizi culturali verso tutto ciò che è diverso.”

Siete tutti molto giovani, tra i 18 e i 20 anni, eppure riuscite benissimo a combinare nella vostra musica l’influenza del passato e l’elettronica di oggi.  Cosa ne sapete così giovani del passato e di dove volete andare? 

Beatrice Conta ed Anna Cavallera: “Se parli di musica, parte del nostro passato sono i Gai Saber, che ci hanno trasmesso una visione culturale e musicale. Ma anche la musica pop, classica, qualcuno anche jazz, abbiamo tutti studiato musica ed abbiamo formazioni diverse. Dove vogliamo andare è maturato nel tempo, suonando, facendo i corsi con i Gai Saber e componendo, ed adesso è chiaro: vogliamo divertirci essendo originali, facendo una musica diversa, fuori dall’ordinario. Se fai una cosa apparentemente strana, diversa, e la gente ai concerti si diverte e balla, è una grande soddisfazione.”

Ascoltando Nuevo Mundo si può cogliere un ricco bagaglio culturale. Cosa raccontano i vostri brani?

Leila Oggero e Antonio Rapa: “I nostri brani propongono tematiche diverse ma focalizzate su un’idea comune: l’eliminazione delle barriere. Il razzismo, l’omofobia, la diffidenza dovuta alle diverse culture e linguaggi. Parliamo quindi di libertà, di fratellanza, di comunicazione interpersonale, delle innumerevoli scelte che la Vita ci impone di prendere e della paura legata a quest’ultime. Siamo convinti che la musica sia uno dei più grandi mezzi di comunicazione e diffusione delle idee, ecco perché non vogliamo parlare di argomenti frivoli o banali. In Nuevo Mundo trovano anche spazio canzoni che affrontano il tema dell’adolescenza e della spensieratezza tipiche della nostra età. ” Nuevo Mundo”, singolo e titolo del disco, racchiude al suo interno tutti i   temi visitati negli altri brani, sprigionando un sentimento di speranza nel futuro dell’umanità, un’umanità legata da un sentimento di fratellanza e di uguaglianza, un’umanità in cui non c’è più posto per la paura dello “straniero”. “Nuevo mundo” è la formula per l’avvenire.”

Come è stato il lavoro in studio con i vostri produttori Gai Saber e cosa ha apportato al disco?

Mary Giraudo: “Fin da subito abbiamo lavorato molto bene con i nostri produttori Gai Saber che sono stati fondamentali per una nostra crescita musicale; oltre ad averci sostenuto nella realizzazione del cd, sono stati di grande aiuto anche nella realizzazione delle stesse basi elettroniche dei brani. Inoltre, l’impronta della musica tradizionale occitana, tipica dei Gai Saber, riecheggia in molti dei nostri pezzi, d’altronde tutti noi ci siamo sempre ritrovati in questo genere musicale ed abbiamo semplicemente deciso di aggiungere un tocco elettronico e pop a quelle che già erano le nostre radici.”

Come nasce la scelta di scrivere in lingue diverse, anche toccandone alcune come l’occitano e il dioulà? E’ una ricerca delle radici?

Maddalena Giuso: “Per quanto riguarda l’occitano, è semplice: Peveragno, il nostro piccolo paesino vicino a Cuneo, in Piemonte, è terra occitana. Qui siamo cresciuti con le tradizioni musicali di questa cultura, suonando anche spesso con il gruppo occitano Gai Saber, che ci sta aiutando nel nostro percorso. Riguardo alle altre lingue: il francese è nostro vicino di casa; lo spagnolo, lingua neolatina  portatrice, nel nostro immaginario, dell’ esotismo e della magia del Sudamerica, è stato studiato a scuola da Antonio Rapa e da Leila Oggero.  Invece la lingua Dioulà è la lingua madre dalla cantante Fatima Camara. Questo ricercare ma anche combinare più lingue all’interno di una stessa canzone vuol riprendere il concetto base del titolo dell’album, ossia la ricerca di un Nuovo Mondo, un mondo in cui le diversità culturali e linguistiche non contano.”

Rispetto alla multiculturalità che si assapora nel disco, quanto ritenete sia importante in questo momento storico far confluire le diverse culture come messaggio contro la diversità?

Fatima Camara: “Penso che la multiculturalità in questo momento storico sia molto importante per evitare di cadere in stereotipi insensati.  Ormai con il terrorismo e l’immigrazione sempre più diffusi, è difficile conservare un senso di tolleranza verso lo “straniero”. Con il nostro disco vogliamo combattere la xenofobia ed esprimere un senso di speranze nel futuro dell’umanità. “Nuevo Mundo, un inno alla fratellanza e alla gioia di vivere insieme”.

C’è bisogno di un “Nuevo Mundo” oggi ?

Linda Oggero e Maddalena Giuso: “Sì, c’è bisogno di un Nuevo Mundo, ed è quello che noi vogliamo esprimere con tutti i nostri brani. Attraverso la musica esprimiamo il nostro concetto di Nuovo Mundo: un mondo senza discriminazione, un mondo multiculturale, un mondo in cui non esistano le ingiustizie, un mondo fatto di pace, un mondo migliore, un nuovo mondo. Ci piace l’idea di un mondo in cui ogni individuo possa vivere secondo i proprio principi senza che l’altro contesti, un mondo in cui tutte le culture possano amalgamarsi l’una con l’altra senza preoccupazioni. Un’utopia, ma alla quale noi  crediamo profondamente.  Ecco il perchè del bambino sulla copertina dell’album, è un simbolo di speranza per il futuro.

A questo proposito, secondo voi, esiste l’antidoto contro la diffidenza verso ciò che vediamo come diverso da noi?

Linda Oggero e Fatima Camara: “Per le nuove generazioni, come la nostra e quelle che verranno, è già molto diverso. La tolleranza è più nostra che delle generazioni che ci hanno preceduto. Pensa a come è cambiato nei giovani l’atteggiamento verso l’universo LGBT. A proposito suonare alla festa LGBT a Cuneo è stato molto divertente…. forse l’antidoto è il tempo.”

Porterete “Nuevo Mundo” dal vivo?

Anna Cavallera: “I brani li suoniamo già da un bel po’; man mano, ad ogni concerto, si aggiungeva un pezzo; il cd è il traguardo di un percorso che si è chiarito ed è maturato nel tempo. Permettimi due parole sullo scopo: certamente diffondere i nostri messaggi (multiculturalismo, pace, uguaglianza, etc..) il più possibile, ma non solo in Italia…anche nella terra di cui parliamo spesso e volentieri: l’Africa! Se mai ci andassimo a suonare, sarebbe il massimo.”

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