E’ uscito Vientu, il nuovo singolo del giovane cantautore Leonardo Gallato.  Per sostenere il suo progetto si può aderire alla campagna su Musicraiser fino al 15 settembre 2017… Noi abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per conoscerlo meglio!

Ecco il link per partecipare alla campagna su Musicraiser di Leonardo Gallato

Qui di seguito l’intervista in cui Leonardo racconta un po’ di sé,  di Vientu e di Musicraiser…

 

Ciao Leonardo, chi sei in poche parole?

Ciao! Questa è sempre la domanda più spinosa… Sono uno studioso di lettere di giorno e un cantautore di notte (una specie di supereroe de noantri). Diciamo che ho due vite parallele, ancora in cerca di un’identità ben precisa.


Nella tua biografia si parla sia di musica ma anche di poesia… con cosa hai iniziato e come?

Si comincia sempre dalla semplicità, dall’imediatezza, quindi dalla musica. La musica sa arrivare a chiunque. Ha un ascendente enorme sui bambini (me ne accorgo quando suono per strada: sono solo loro ad ascoltare davvero) e come ogni bambino anch’io ero affascinato dalla musica. Ma in casa mia non si ascoltavano molti dischi o cassette. Le uniche melodie che riempivano la casa erano (sono) canticchiate dai miei genitori. E quelle melodie cambiavano, di volta in volta. Forse è per questo che da sempre ho avuto la pretesa di crearla la musica e non semplicemente di eseguirla. La poesia arriverà dopo. Anche la lettura è stata una mia passione d’infanzia, ma la poesia in particolare è qualcosa di meno immediato. La musica può essere vissuta anche in modo passivo, la poesia è invece una conquista.

In base a cosa a volte ti esprimi in poesia e altre in musica?

In base a come sento di dover emettere quella determinata sensazione o impressione che ho in testa. In base cioè a come la mia mente decide di tradurre un sentimento in qualcosa di fisico, di palpabile. Sì lo so, sembra quasi che non abbia detto nulla, ma nella mia mente ha senso, fidatevi.

Quali sono le tue infuenze musicali principali?

Ce ne sarebbero parecchie, tra le principali. Comincerei forse dai pilastri: Jeff Buckley, De Andrè, Rosa Balistreri, Pino Daniele… ma potrei andare avanti con Ivan Graziani, Led Zepelin, Bill Evans, Tchaikovsky…. insomma una sterminata satura. 

 

Molte delle tue canzoni sono in dialetto, come mai questa scelta?

Fondamentalmente non è una scelta. Scrivo come parlo. Ho la fortuna di aver vissuto e di vivere in un posto in cui la vitalità del dialetto non è stata ancora intaccata. Dalla scuola e dalla televisione si impara l’italiano. Fuori, per strada, nella vita di tutti i giorni, il siciliano. Ci sono delle sensazioni, dei sentimenti, che prendono forma dentro di me in siciliano, altri invece in italiano. Ciascuna lingua porta con sé suoni, colori e sentimenti differenti. Il siciliano è per sua natura legato alla mia terra, alle mie radici, ai miei ricodi.. credo sia per questo che rispetto all’italiano io lo senta più viscerale.

 

Al momento è attiva una tua campagna su Musicraiser. Di cosa si tratta e quali benefici comporterebbe?

È una campagna di raccolta fondi per la produzione e promozione del mio primo album, Tacet. Non è una semplice donazione: potete scegliere e comprare delle ricompense che, al termine della campagna, se riusciamo a raggiungere il target finale, vi verranno spedite direttamente a casa; se la campagna non dovesse andare a buon fine invece, Musicraiser vi restituirà fino all’ultimo centesimo.

Il disco è stato registrato a Cremona, nel Febbraio 2017 , insieme ad alcuni dei miei migliori amici che, per mia fortuna, sono anche degli eccellenti musicisti. Nel disco non ci sono solo io quindi: c’è tutto il loro sostegno, la loro energia e la loro creatività. La campagna su Musicraiser per me infatti non è solo un sostegno economico: voglio che il disco porti con sé l’energia delle persone che credono in me e in questo progetto. In tanti già, anche sconosciuti, mi stanno sostenendo. Ed è questo che mi rende felice: sapere di poter arrivare a chiunque, e di essere già arrivato, ancor prima dell’uscita dell’album.


Come si può partecipare e fino a quando ci sarà tempo?

Bisogna registrarsi sul sito di Musicraiser, andare al link https://musicraiser.com/projects/8422/ e scegliere uno dei pacchetti da comprare. Si parte dal pacchetto Basic (disco + spedizione), si passa dal pacchetto Superpro (disco + un poster fatto a mano dall’artista che ha realizzato la copertina del disco, Federica Sessa) fino ad arrivare al pacchetto Home Concert + Mangiunizzu: un concerto a casa vostra con annesse arancine (o arancini per gli amici della fazione avversa) fatte dal sottoscritto. Per poter contribuire c’è tempo fino al 15 settembre.

Cosa bisogna aspettarsi da Leonardo Gallato a breve?

E’ uscito proprio il primo settembre un singolo, Vientu: un modo per ringraziare chi ha già contribuito alla campagna e soprattutto un’anteprima dal disco che sia da incentivo a chi ancora non è convinto nel sostenermi.

Vientu saprà mostrare cos’è questo disco, o meglio cosa non è: non è sicuramente un disco cantautorale come ci si potrebbe aspettare. È una tavolozza usata, usurata, consumata e sporca di tanti colori diversi. Non sarà sicuramente facile categorizzarlo. E poi ovviamente, dopo l’uscita del disco, un tour di presentazione. Porteremo Tacet un po’ in giro per l’Italia (come del resto stiamo già facendo in anteprima). 

Leonardo Gallato

Chi è Leonardo Gallato?

Leonardo Gallato, nato a Ragusa nel 1991, vive la prima parte della sua vita a Rosolini (SR). Si dedica allo studio di chitarra e musica, spaziando tra il rock, la musica popolare e il cantautorato. Si trasferisce a Roma per gli studi universitari, senza tralasciare l’impegno musicale. Nel 2014 consegue la laurea in Lettere classiche presso l’Università degli studi della Sapienza di Roma. Nel gennaio 2015 viene pubblicata la sua prima raccolta poetica, Silenzi, edita da Terre Sommerse. Il 2015 lo vede impegnato in un tour italiano che ha toccato varie città (tra le più importanti Roma, Bologna, Torino, Pescara, Catania), con lo spettacolo musicale dal titolo “Silenzi.. in musica”, dove le poesie della sua raccolta, arrangiate, vengono suonate e cantate. Non un reading poetico, ma veri e propri concerti in cui la parola si fa musica. Nel novembre 2015 è selezionato come finalista insieme ad altri tre cantautori per un workshop sulla canzone d’autore, La città della canzone, organizzato dal dipartimento di Musicologia di Cremona: una settimana di lavoro collettivo su degli inediti, coordinato dal professor Stefano La Via e dalle cantanti Chiara Morucci e Maria Pia de Vito. Al termine del workshop apre il concerto finale delle suddette cantanti. Nel gennaio 2017 consegue la laurea magistrale in Filologia Moderna, sempre presso la Sapienza di Roma.
Vince nel luglio 2017 la quarta edizione dell’Ugo Calise Festival della Canzone d’Autore.
Attualmente è impegnato nella realizzazione del suo primo album.

#FollowtheNoise…