Il Pan del Diavolo è tornato con “Supereroi”, il nuovo esplosivo album per La Tempesta Dischi. Noi abbiamo incontrato il duo palermitano di persona per fare quattro chiacchiere, che vi riportiamo nell’intervista qui sotto!

il pan del diavolo

Il disco è il frutto di anni di sperimentazione e potenti esibizioni live sui più importanti palchi italiani, ed è la naturale prosecuzione del ricco percorso artistico che ha portato il duo siciliano alla pubblicazione di tre dischi, un ep e a collaborazioni significative, come quelle con i Sacri Cuori, Jd Foster e Craig Schumacher. Voltate le spalle alla rabbia giovanile, Il Pan del Diavolo torna per parlare con spudorata sincerità di consapevolezza, impugnando riff eclettici e sviluppando intense ballate spirituali: con “Supereroi” dimostra di avere ancora una volta qualcosa di importante da comunicare, prende coscienza di sé e supera i propri confini musicali.

 

Importanti le partecipazioni di alcuni mostri sacri del rock italiano, come Piero Pelù (che ha co-prodotto una buona parte del disco), Tre Allegri Ragazzi MortiVincenzo Vasi e Umberto Maria Giardini.

 

“SUPEREROI” TOUR

10 – mar Milano – Serraglio

11 – mar Firenze – Tender

17 – mar Bergamo – Druso

18 – mar Perugia – Urban

24 – mar Torino – Cap10100

25 – mar Udine – Cas’aupa @ 60 rock club

31 – mar Bologna – Locomotiv

01 – apr Rovereto (TN) – Smart Lab

07 – apr Pisa – Deposito Pontecorvo

8 – apr Brescia – Latteria Molloy

14 – apr Arezzo – Karemaski

28 – apr Roncade (TV) – New Age

29 – apr Modena – Off

06 – mag Roma – Monk

12 – mag Palermo – Candelai

13 – mag Messina – Retronoveau

 

Abbiamo incontrato Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo un pomeriggio per parlare del loro ultimo progetto, da come è nato a come si svilupperà in tour. Leggete l’intervista a Il Pan del Diavolo qui di seguito!

 

 

Ciao ragazzi, perché “Supereroi”?

Alessandro: Supereroi è un invito a scoprire delle potenzialità che noi teniamo nel cestino dell’immondizia, qualità sorprendentemente banali che non utilizziamo mai, come possono essere la pazienza o la capacità di ascoltare… e quindi poi da questo presupposto bisogna cercare di fare qualcosa di più ed essere utili.

Ci siete voi in copertina: è una scelta stilistica o in qualche modo voi rappresentate dei supereroi?

A: Il nostro superpotere è la musica, quindi un po’ ci sentiamo supereroi. E’ anche una scelta stilistica perché tutte le nostre vecchie copertine erano illustrate, invece stavolta volevamo fare una copertina fotografica.

Come avete conosciuto Piero Pelù e come è nata la vostra collaborazione?

A: Ci segue da un po’ di anni, si era innamorato del nostro progetto e a un certo punto hanno iniziato ad arrivarci voci che Piero aveva detto che avremmo fatto qualcosa insieme! Ci siamo avvicinati a lui, siamo diventati amici, anche se non c’era esattamente in programma di fare l’album… poi però ascoltando i provini ha cominciato a suggerirci una serie di cose che potevano essere efficaci, noi nel frattempo stavamo cercando una terza persona in studio che potesse giudicare con occhio esterno tutto il lavoro e mettere del suo, e quindi ci siamo trovati a lavorare a questo disco.

Com’è stato lavorare con Piero? Vi è capitato di essere spesso in disaccordo?

A: Siamo stati sempre fortunati a trovare persone che si sintonizzassero esattamente su quello che avevamo fatto noi e quello che avremmo voluto comunicare.

Gianluca: Lui entrava in punta di piedi, ovviamente dava dei consigli, però ci chedeva sempre se una sua opinione andasse fuori dalla nostra immaginazione sui brani o dalle nostre competenze. Non ci sono stati conflitti, ci sono stati confronti tutti molto costruttivi.

Avete espressamente richiesto le altre collaborazioni presenti nell’album o sono nate in altre circostanze?

G: Le abbiamo volute proprio, siamo stati noi a contattarli ed erano tutti molto felici.

E gli Zen Circus con cui avete avuto a che fare in passato li avete sentiti per questo progetto?

G: Io sono rimasto in contatto con Karim e Ufo, il disco gli è piaciuto molto. Loro poi siccome hanno sempre apprezzato la nostra schiettezza iniziale, rientrano tra quegli artisti che riescono a dirci senza finzione e falsità cosa pensano.

Un artista emergente che credete sia da tenere d’occhio?

G: Cappadonia!

A: Cappadonia, va benissimo! (Ridono) Cappadonia è il progetto di un nostro amico, che ha lavorato con noi e anche con i Blindur, ad esempio tra quelli de La Tempesta. E’ un artista che secondo me bisogna seguire perché ha del potenziale.

Cosa c’è in più in questo disco rispetto a quelli precedenti?

A: E’ un album che è a metà fra la quiete e la tempesta. La quiete perché abbiamo messo da parte i nostri strumenti più primitivi, ma solo in funzione di ingredienti altrettanto piccanti. E’ un disco molto rock, molto schizzato.

G: Secondo me questo è un disco più chiaro, più diretto, a volte hanno detto più patinato, ma semplicemente è stato registrato in studio da un super ingegnere del suono. Forse è stato inaspettato come risultato.

In questi anni di silenzio discografico che avete fatto?

G: Silenzio relativo, perché siamo stati in tour e abbiamo scritto in tutto questo tempo, ovviamente.

Quindi i pezzi sono nati tutti in tour?

G: Noi lavoriamo in tutti i modi, essendo in due non abbiamo alcun tipo di limitazione. Per esempio per Messico ci siamo messi a tavola, abbiamo scritto gli accordi e una bozza di testo e già il giorno dopo abbiamo potuto registrarla. Tornare da te è stato uno dei primi brani a cui abbiamo messo mano, ma è uscito solo ora perché ci prendiamo i nostri tempi. Il disco ad agosto era praticamente già pronto, però con Piero abbiamo sistemato alcune cose.

Come ascolti siete abbastanza simili fra di voi o sentite cose differenti e l’uno influenza l’altro?

A: L’uno influenza l’altro, magari propongo a Gianlu roba italiana, e lui rock, o viceversa. Cerchiamo di sentire cose diverse e poi di compensarci a vicenda.

C’è una linea guida che avete seguito nella realizzazione del disco?

A: Questo disco è la rinascita, ci siamo un po’ rivoluzionati. Abbiamo cercato di dare peso alle parole, a quale effetto possono avere ripetute in continuazione.

In tour manterrete la vostra formazione a due o vi farete supportare da altri musicisti sul palco?

G: In questo tour saremo sempre in due. Io e Ale abbiamo sempre in testa molte idee, ad esempio sarebbe bello suonare con cinque o sei persone, siamo sempre aperti a dividere il palco con musicisti con cui ci divertiamo. Però per questa rinascita ripartiamo in due, tra l’altro il pubblico ama questa cosa, e anche noi perché ci piace proprio la tensione continua sul palco in cui ci siamo solo noi e dipende tutto da noi.
Poi non escludiamo di invitare qualche amico e qualche ospite!

 

Tracklist:

01 Sempre in Fuga

02 Supereroi

03 Tornare da te

04 Strisce

05 Aquila Solitaria

06 L’amore che Porti

07 La Finale

08 Mondo al Contrario

09 Messico

10 Qui e Adesso

11 Gravità Zero

 

#FollowtheNoise…

 


Questo sito fa uso di cookie che possono Contenere informazioni di tracciamento sui visitatori in modo da migliorare l'esperienza di navigazione. Continuando a navigare su questo sito accetti il nostro utilizzo dei cookie.