Su NoiseLetter le interviste esclusive ai concorrenti in gara a La Milano Sanremo della Canzone italiana 2017. Oggi vi presentiamo Riccardo Marchetti in gara con il brano “Il tempo che va”.

La Milano Sanremo della Canzone italiana 2017 è una manifestazione itinerante che, parte da Milano e attraverso alcune delle più importanti regioni italiane, per tagliare il traguardo a Sanremo l’8 Febbraio 2017 durante la settimana del Festival della Canzone Italiana. L’artista avrà la possibilità di esibirsi in distribuzione radiofonica sulle emittenti del Circuito Radiofonico Nazionale Le 100 Radio. A giudizio della Direzione Artistica verranno le scelte le migliori opere per l’assegnazione del prestigioso Gran Trofeo REA – Le 100 Radio.

Tra i concorrenti in gara c’è Riccardo Marchetti, cantautore sanmarinese laureato in giurisprudenza, rugbysta da una vita e praticante giornalista. Classe 1988, Riccardo Marchetti scopre la passione per la musica e la composizione fin da adolescente, quando compone i primi brani prediligendo l’aspetto cantautorale. E’ in gara alla MSCI 2017 con il branoIl tempo che va.

Noi lo abbiamo intervistato per saperne di più…

 

Ti presenti a La Milano Sanremo della Canzone italiana con il brano “Il tempo che va”. Di cosa parla la canzone?

La canzone tratta quello che è il tema principale dell’album di cui fa parte e al quale dà il titolo: l’irrequietezza dei protagonisti. Parla di un uomo che vive un momento difficile, nel quale fatica a trovare gli stimoli per andare avanti. Una sera, solo e ubriaco, decide di telefonare alla sua ex, salvo poi rendersi conto di non rimpiangere lei ma la giovinezza che rievoca in lui. Capisce di non essere mai riuscito a staccarsi da un passato che, per quanto appagante, è inesorabilmente alle spalle. Decide quindi di affrontare il fantasma del “sé che fu”, la cui ingombrante presenza gli impedisce di avere un futuro. Un “duello” che si sviluppa nella traccia successiva, Roulette.

Sei cantautore, rugbysta e praticante giornalista. Come combini insieme tutte queste passioni apparentemente diverse tra loro?

Ex rugbysta, almeno sul campo, perché nel frattempo il giornalismo è diventato una professione a tempo pieno e a qualcosa si deve pur rinunciare. Giornalista e cantautore non sono poi così distanti, entrambi devono fare un quadro sintetico di una storia o di una situazione cercando di trasmettere qualcosa al lettore/ascoltatore. Diciamo che uno dei due dovrebbe volare un po’ meno con la fantasia, anche se purtroppo non sempre è così.

Da dove trai ispirazione per comporre i tuoi brani?

Da tutto ciò che mi sembri degno di essere elaborato e romanzato: esperienze di vita mie e delle persone che conosco, gente che incontro, arte (libri, film, canzoni, fumetti), storia (biografie e situazioni passate/presenti), posti che vivo o visito.

Per la musica emergente italiana sembra che il momento non sia molto roseo. Questo non ti scoraggia dal scrivere canzoni tue?

Credo che un cantautore scriva innanzitutto per appagare sé stesso, quindi a prescindere da quel che sarà della canzone. Ovvio, a tutti piacerebbe essere ascoltati e apprezzati da quanta più gente possibile, però si tratta di uno step successivo.

Cosa ti aspetti da manifestazioni come La Milano Sanremo dedicate agli emergenti?

In primis permettono di far conoscere le proprie canzoni tramite esibizioni e passaggi radiofonici. In più sono un’occasione per confrontarsi con gli altri e farsi vedere, un’opportunità per provare a dare il là ad altre situazioni, diciamo, interessanti.

 

 

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