In radio e sul web “Due come noi”, il nuovo inedito di Scarda, cantautore calabrese, inserito nella colonna sonora di “Smetto quando voglio – Masterclass”. Così come il film, anche il brano rappresenta un vero e proprio sequel: una storia che inizia esattamente da dove era terminata la canzone precedente.

E’ uscito il 2 febbraio nelle sale cinematografiche “Smetto quando voglio – Masterclass”, uno dei film italiani più attesi dell’anno, sequel del primo film del regista Sydney Sibilia del 2014 e seconda tappa di una trilogia sempre incentrata sulle avventure della improbabile banda dei ricercatori. Prodotto da Groenlandia, Fandango e Rai Cinema, con un cast d’eccezione che annovera (fra gli altri) Edoardo Leo, Valerio Aprea, Giampaolo Morelli, Libero De Rienzo, Valeria Solarino e Paolo Calabresi, il film prova a ripetere le fortune del precedente, che raccolse ben tredici nomination ai David di Donatello, tra cui la nomination per la “Miglior colonna sonora” e la nomination per la “Miglior canzone originale” ad opera di Scarda.

Anche in questa nuova prova di Sibilia, accanto alle musiche di Michele Braga, nella colonna sonora del film troviamo un nuovo inedito del cantautore calabrese dal titolo “Due come noi. La canzone (da oggi diffusa in radio e disponibile su tutte le piattaforme di streaming e gli store digitali), rappresenta un vera novità, almeno nel panorama musicale italiano.

Esattamente come il film, anche il brano è un vero e proprio sequel del brano precedente. Una storia che continua esattamente come continua la storia della pellicola, il “capitolo secondo” di una storia della quale si è già delineato lo stile narrativo e armonico. Di questa operazione esistono già esempi, anche illustri: “Mi sono concettualmente ispirato a The Unforgiven II dei Metallica, e sottolineo la parola concettualmente: una canzone a se stante ma che richiama palesemente un’altra canzone” (Scarda).

Dal punto di vista musicale invece vengono abbandonate le atmosfere acustiche del primo brano, in favore di una maggiore ricchezza negli arrangiamenti. La registrazione e il missaggio sono a cura di Nicola D’Amati, mentre ad accompagnare in studio Scarda c’erano Marco Musella (Thegiornalisti) al basso e Alberto Paone (Calcutta) alla batteria.

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