Si è spento all’età di 90 anni Dario Fo. Destino ha voluto che l’attore e commediografo ci lasciasse proprio nel giorno in cui viene assegnato a Bob Dylan, il premio Nobel per la letteratura, riconoscimento che lo stesso Fo vinse nel 1997.

Questi due personaggi, diversi all’apparenza, sono in verità più vicini di quello che sembra: due geni, anticonformisti, che la storia ha reso miti grazie alle loro idee rivoluzionarie, sempre comunque incorniciate nell’umiltà propria dei grandi. Entrambi i premi Nobel sono arrivati in modo molto inaspettato e, per questo, anche criticati dai ben pensanti: uno era il giullare della satira politico-sociale, l’altro il menestrello della pace.

La magnificenza di questi due personaggi da Premio Nobel sta proprio nell’andare oltre la loro passione, oltre quei canoni che avevano spesso standardizzato arti come la musica e il teatro della commedia.

 

Dario Fo non faceva solo commedia, ma rompeva gli schemi e suscitava domande. Come lui stesso affermava: “In Tutta La Mia Vita Non Ho Mai Scritto Per Divertire E Basta. Ho Sempre Cercato Di Mettere Dentro I Miei Testi Quella Crepa Capace Di Mandare In Crisi Le Certezze, Di Mettere In Forse Le Opinioni, Di Suscitare Indignazione, Di Aprire Un Po’ Le Teste. Tutto Il Resto, La Bellezza Per La Bellezza, Non Mi Interessa“.

Non solo innovatore della satira e della commedia teatrale ma anche innovatore della lingua. Creatore, infatti, del Grammelot, la lingua nata dall’intreccio di diversi dialetti e lingue straniere che ha rivoluzionato proprio la storia della letteratura. Con questa lingua Fo ha rielaborato testi classici, riportando il tutto in una delle sue opere considerate pietre miliari della letteratura “Mistero Buffo”.

NOBEL

Il menestrello Bob Dylan, invece, è riuscito a cambiare il mondo semplicemente imbracciando la sua chitarra. Simbolo del Folk-Rock e icona del cantante di strada, Dylan inventa un nuovo modo i pensare al cantautore contemporaneo imponendosi come figura chiave del Movement, il movimento di protesta americano. I suoi primi testi, fortemente influenzati dalla letteratura e dalla cultura americana, affrontarono in modo innovativo temi politici, sociali e filosofici, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi alla rivoluzione culturale.

Vincitore di 8 Grammy Awards e di un Oscar come miglior canzone con “Things Have Changed” scritta da Dylan per il film Wonder Boys”è stato inserito dalla rivista Rolling Stone al settimo posto nella classifica dei 100 migliori cantanti e al primo nella lista dei 100 migliori cantautori. Tra le sue più grandi creazioni troviamo Hurricane canzone scritta per il pugile Robin Hurrican Carter, incolpato per un triplice omicidio solo perché di colore nero. Da non dimenticare anche “Blowin’ in the wind” scritta durante la guerra in Vietnam, inno alla pace e della controcultura statunitense di cui Dylan si faceva portavoce con il grido dell’odio verso la guerra.

Oggi criticato per un Nobel secondo alcuni immeritato, si è sempre dovuto fare spazio nel mare di critiche che gli arrivavano per il suo modo di essere e per la sua personalità schiva e seriosa, anche nei confronti dei molti fan. Nella sua ultima performance in California per il Desert Trip, dopo esser salito sul palco ed aver fatto mostra del suo incredibile repertorio alle persone che in massa erano venute per celebrare il mito, è poi uscito di scena senza alcun cenno verso il pubblico osannante. Anche questo è Dylan.

Bob Dylan Riceve Il Nobel Per Aver Creato Una Nuova Poetica Espressiva All’interno Della Grande Tradizione Canora Americana“.

Su Fo l’accademia ha sentenziato “Il Premio Viene Assegnato Perché, Seguendo La Tradizione Dei Giullari Medievali, Dileggia Il Potere Restituendo La Dignità Agli Oppressi”.

Due figure lontane e diverse tra loro, accomunate nello stesso giorno, sotto il segno del Nobel, dal merito di aver risvegliato le coscienze e combattuto per il cambiamento, per aver sollevato domande e cercato risposte, per aver interpretato il pensiero della gente comune e avergli dato voce.  

Sarà possibile salutare il Maestro Dario Fo da venerdì 14 ottobre, dalle ore 9.30 fino alle ore 24.00 e sabato 15 ottobre dalle ore 8.30 fino alle ore 11.00 presso la camera ardente che sarà allestita al Piccolo Teatro Strehler in via Marco Greppi 1.
Alle ore 11.00 di sabato 15 ottobre 2016 il feretro sarà accompagnato dalla camera ardente in Piazza Duomo per l’ultimo saluto alle ore 12.00 circa.

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