Oggi David Bowie inizia il suo più grande viaggio. Un risveglio amaro per molti di noi. Black Star rompe il silenzio in modo fragoroso con la notizia della sua dipartita; insieme a lei il Duca Bianco, Ziggy Stardust, Aladdin Sane ed ogni personalità a cui David Bowie ha dato vita.

 

Pochi come lui sono riusciti a trasformarsi nel corso della carriera, riuscendo sempre a tracciare nuove strade, lasciando le proprie orme chiare e indelebili.

Chiunque ha qualche ricordo della propria vita accompagnato dall’immagine del Duca Bianco. Confrontatelo con altri artisti, è monumentale. Dagli anni ’60 infatti David Bowie ha segnato ogni decade, lo vediamo nelle sue interpretazioni come fosse oggi, insieme a Pat Metheny, Bryan Eno, John Lennon, Lou Reed, Freddy MercuryMick Jagger, per arrivare ai Placebo ed agli Arcade Fire.

La Black Star brilla ancora in cielo.

La notizia della morte di David Bowie è talmente strana, forse dura da digerire, che stamani abbiamo tutti un po’ sperato che fosse falsa; però, anche se sembrava una piece teatrale splendidamente orchestrata, purtroppo ci siamo dovuti scontrare con il fatto di come questa volta fosse tutto vero e cosi maledettamente definitivo.

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Si, in fondo, avremmo preferito che si trattasse di una provocazione, come nel caso del concerto del 1973 all’ Hammersmith Odeon di Londra dove iniziò l’esibizione dicendo che “Tra tutti i concerti del tour, questo, questo in particolare ce lo ricorderemo per sempre, perché non soltanto è l’ultimo della tournée, ma è anche l’ultimo nostro concerto in assoluto. Grazie”. Una trovata, insomma, uno sparire per essere in realtà ancora più presenti, tornando sotto altre sembianze. Invece no, purtroppo nessuna provocazione, solo la nuda realtà.

Salutiamo uno dei più grandi Artisti del nostro tempo affidandoci più che all’analisi storica, al nostro cuore. Perchè il genio di Bowie, la sua costante urgenza di dar vita e produrre arte, il suo carisma, non sono mai state fini a loro stesse poiché sempre in grado di emozionare toccando corde intime e profonde, tanto da creare l’illusione, nell’ascoltare i brani, che le canzoni – le parole, le atmosfere – siano state, in realtà,  pensate e scritte appositamente per noi.

Chi ha avuto l’occasione di vedere la mostra a lui dedicata al Victoria Albert Museum di Londra o al Martin-Gropius-Bau di Berlino – uno splendido allestimento celebrativo più unico che raro rivolto ad un’artista vivente – avrà senz’altro preso atto del fatto che David Bowie, nell’immaginario collettivo, fosse già immortale prima ancora di morire.

 

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Certi di non essere in alcun modo esaustivi, prendendo in prestito l’idea di Rob/Hornby di Alta Fedeltà scegliamo 5 video per salutare l’uomo caduto dallo spazio.

Ciao David, ci mancherai

 

Space Oddity

 

Five years

 

Rock’n roll suicide

 

Heroes

 

Ashes to ashes

 

 

 


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